La domenica ecologica

di Francesca Fiorletta

“Sono una madre povera, mio bambino non ha latte per mangiare”
La nenia disperata parte dal fondo della carrozza, metro B, direzione Laurentina, fermata Cavour.
Due sedicenni romane ridacchiano tra loro, “anvedi questa”, lo smalto laccato dai colori pastello, le frangette nero corvino, la gomma da masticare che odora di cedro e frutti esotici.
Un compagno più maturo, non ancora maggiorenne, sembra redarguirle con lo sguardo. Sta dritto in piedi davanti a loro, ha i capelli lunghi, castani, ondulati sulle punte, un anello di metallo all’indice, uno al medio, un divaricatore al lobo. Annuisce in silenzio mentre s’avvicina alla porta, dice svelto “alla prossima”, poi si volta di sguincio verso la voce che miagola:
“Solo pochi soldi, io porto con me fotografia dei miei figli”
Una signora in abito marrone tira su col naso. È grassoccia e attempata, gli occhiali da vista con la catenella legata al collo, un filo senza tempo di rugosi rombi traslucidi, verde bottiglia, le mani piccole e tozze, un bracciale di evidente caratura da bigiotteria.
L’espressione si fa sempre più cupa, accigliata. È triste, di un languore che sembra ormai incurabile, guarda fisso in Leggi il resto dell’articolo

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Io sono leggenda

di Angelo Zabaglio e Andrea Coffami

Ieri sera mi sono rivisto il dvd “Io sono leggenda” con Will Smith, quell’attore/rapper nero di colore che faceva Willy il principe di Bel-Air e che ora fa i film seri patriottici di Dio e di Muccino.
Fatto è che la particolarità di questa pellicola, oltre al fatto che per tutto il film (o quasi) ci sta solo Will Smith e il cane e alla fine lui salva il mondo intero solo perché è Will Smih (la svolta vera sarebbe stata se il mondo l’avesse salvato il cane, ma i produttori americani possono avere tanti soldi ma le idee proprio lasciamo stare).

Dicevo: fatto è che la particolarità del film, oltre al fatto che ci stanno gli umani contagiati che di notte mangiano le persone (e la particolarità vera sarebbe stata se magari invece degli zombie contagiati dalla rabbia che mangiano le persone, tipo gli cresceva l’impulso sessuale, e allora tutti a scopare e il mondo sarebbe imploso in se stesso, figli su figli denutriti, parti su parti, un mondo pieno di neonati che piangono e alla fine in tutto il mondo intero si stava come nella metro nell’ora di punta, tutti stretti stretti attaccati. Tutto il tempo eh! Perché non ci stava più spazio. Tutti azzeccati che non Leggi il resto dell’articolo