L’amore e la morte, più l’odio. E il potere /1

Per Freud l’amore è istinto al piacere, per sua propria caratteristica si colloca all’esterno dell’individuo. La morte è autodistruzione, ossia compulsività: è quando l’atto perde l’impulso vitale che lo contraddistingue; per sua propria caratteristica tende a convogliarsi all’interno dell’individuo e se si convoglia all’esterno diviene pura violenza.

La relazione fra eros e thanatos l’avevano già intravista Empedocle e Flaubert, che col personaggio di Emma Bovary (che s’innamora dopo la morte del genitore, che in collegio prima fantastica sull’amore e poi quasi morbosamente sulla morte, interessanti le letture che Emma fa nel capitolo 52) la amplia fascinosamente. Ma non finisce qui. Leggi il resto dell’articolo

Carta taglia forbici – 1

Parte prima – i paragrafi della terza persona
Parte seconda – i monologhi della prima persona
Parte terza – i dialoghi delle persone

a C. D. G.

Parte prima

Mio padre era un coglione solitario e barbaro;
ebbro di delusione, solo davanti alla tele,
rimuginava piani fragili e molto bizzarri,
poiché la sua grande gioia era di vederli fallire.

Michel Houellebecq

Potrei, con l’andare del tempo, imparare che cosa si
può farne, di questa materia di vita slegata e vagante,
tanto più consapevolmente e scrupolosamente, nella narrativa.

Virginia Woolf, Diario di una scrittrice

Una grande città dell’Europa occidentale

Lui e lei stanno insieme da cinque anni. Vivono in un bilocale, in un palazzo con l’intonaco scrostato costruito cinquant’anni prima quando la strada di fronte era campagna. Lei è più alta della media delle donne del suo paese e più bella di tutte le donne che lui ha incontrato nei suoi 30 anni di vita. Lui non è mai riuscito a laurearsi e ha sempre trovato lavori che non gli piacciono. Lei si chiama Francesca e lui Lucio.
Lui ha la pancia e lei no. Lui desidera un figlio e lei non lo sa. Leggi il resto dell’articolo