Condizioni d’uso – ibrido_xN

ARTISTA:

Ibrido_xN

COMPONENTI:

Germano “J” Tasselli: voci, campionatori, chitarre

Andrea Lucidi: basso, synth bass, chitarre acustiche

Carlo Schiaroli: batteria, campionatori

TITOLO DEL DISCO: Policarbonato trasparente

TRACKLIST:

1. Io non voto
2. L’odio
3. L’allergico
4. Tutta colpa della regina
5. Nel buio
6. Ibrido

CANZONE MIGLIORE: Nel buio

Tra emo-zioni ormai perse, emo-rragie di suoni plastificati, io voto gli Ibrido x_N.
Ogni atomo di questo EP risplende, inebria, fino a divenire un prezioso brivido, quello che sempre più raramente si impossessa delle mie viscere quando ascolto musica.

La rabbiosa ironia di Io non voto è il manifesto di chi si ritrova a doversi tristemente arrendere davanti alla “prostituzione” della politica italiana, di un paese che depone il suo stivale per incappucciarsi, rosso, ma solo di vergogna.

E’ inquietante constatare che band come gli Ibrido_xN debbano ancora lottare per organizzare serate nei locali romani, tra un “quanta gente portate?” ed un “vi va bene come rimborso una cena ed una consumazione?”.

Non molto tempo fa mi è stato fatto notare che anche nel mondo “underground” troppa gente suona per vivere e non vive per suonare: io ribatto dicendo che all’estero i musicisti vengono finanziati, aiutati, perchè l’arte è considerata un bene culturale, probabilmente il modo più genuino per elevare lo sviluppo della razza umana.

Ed io, ogni volta che ascolto Policarbonato trasparente, mi rendo conto che la bellezza risiede nella semplicità, nella frenesia delle passioni, nei dolci risvegli, quando rapiti, legati, drogati ed ubriachi, apriamo gli occhi ed una luce confortante si accuccia accanto a noi, cullandoci “Nel buio”.

SITO UFFICIALE: www.ibridoxn.com
MYSPACE: www.myspace.com/ibridoxn

Ilenia Volpe

Trauma cronico – Presentazione

Scrittori precari non si ferma e vi propone una nuova rubrica, Trauma cronico, che vi terrà compagnia ogni domenica. Non potevo esimermi dal compito, mancava un appuntamento col subcomandante Liguori e quindi eccomi rispondere presente all’appello, alla chiamata alle armi. Le nostre armi sono le parole, questo antico vizio di tanto inascoltato, oppresso, ma perennemente pronto a risorgere. Il nostro programma di rivoluzione culturale ha radici lontane, siamo rivoluzionari reazionari: la comunicazione primordiale, la parola, il racconto orale, e la comunicazione universale della rete, internet. ricomincia dal basso, dalla strada e dalla rete, dalle nostre letture. La parola è caduta. Il linguaggio è stuprato e la verità è finzione.

Cosa succede nel mondo? Ancora nefandezze. Siamo al ritorno di un’inclinazione al male che non lascia scampo. Il nostro dovere di scrittori contemporanei è ristabilire il nostro ruolo sociale, resuscitare le nostre opinioni, arrivare a tutti, ovunque, siamo stufi di questo andazzo immorale e bovino, questo indegno, indecoroso spettacolino, questa sciatta attenzione che la società di oggi ha nei confronti dei libri e della letteratura. Un popolo senza cultura è un popolo abbrutito, proprio come temo siamo diventati noi. E pensare che cambiare prospettiva è semplice. Noi abbiamo cominciato per gioco, ma poi abbiamo iniziato a crederci sul serio e siamo arrivati a fare un tour in giro per la penisola addormentata, incontrando vecchi e nuovi amici coraggiosi, gente che come noi si batte, sbattendosi, per la letteratura. Abbiamo incontrato scrittori, poeti, giornalisti, editori, attori, musicisti, anziani intellettuali e giovanissimi decisi e determinati, e soprattutto abbiamo incontrato tantissimi lettori. Abbiamo parlato con loro, ci siamo confrontati. Abbiamo preso tanti contatti in giro per portare Scrittori precari su e giù per la penisola, per raccontare le nostre storie, per ritrovare un lettore sempre più abbandonato, oggi che le piccole librerie chiudono e nei grossi megastore dei libri i titoli che vanno promossi non sono scelti certamente in base alla qualità. Sono brutti tempi, tempi precari, belli miei, ma noi siam qui che vogliamo fare la nostra parte, vogliamo giocare le nostre carte.

In questo spazio scriverò di quello che accade intorno a me, settimana per settimana segnalerò e commenterò un evento, un fatto, un qualsiasi elemento che abbia in qualche modo solleticato la mia coscienza in disuso. Abbiamo disimparato a cercare. Dobbiamo cercare quello che vogliamo cercare.

Gianluca Liguori