Come sono finita dove sono finita

Non sono solita leggere libri tratti da blog, perché sono forte lettrice di rete, quindi di rado mi scappa qualcosa. Questo blog invece è sparito prima che lo potessi leggere e quindi ho letto il libro che ne è stato tratto. Devo dire che è stata un benedizione, perché se avessi letto solo il blog alcuni post di certo me li sarei persi, invece nel volume i pezzi risultano dotati di una consequenzialità che ha dello stupefacente. Sto parlando di Come sono finita dove sono finita di Silvia Bortoli (Cicero, 2011). Una meditazione sulle tematiche che occupano la mente di chi si trovi a vivere una condizione di esule volontario e metaforico dalla città natale a una dimensione dove non sono le radici a dominare il discorso, ma piuttosto la loro assenza o meglio ancora la loro transustanziazione in humus emancipatorio. Composto da brevi quadri, che in origine erano i post del blog ma nel volume diventano invece i tasselli di un discorso articolato sulla memoria, sulle relazioni intime e sociali, su ciò che il tempo che trascorre aggiunge alla vita quotidiana, sull’amore, il libro scorre con la stessa facilità con cui il lettore si ritrova immerso nel dialogo interiore dell’autrice. Leggi il resto dell’articolo