Il comunicato stampa urgente

Venerdì l’11 di ottobre (occasione del Torino una Sega 3) sacrificheremo i primogeniti a Baal

in fede,
Flora Wunderkammer, Johnny Internet, Alexis Colby, John Wayne Bobbit II, Matteo Rancid, Handsome Pete, Sarutobi Sasuke (also known as Ilona Sgruller), Ahmad Rawal, et al.

La megafesta di compleanno di Satana

di Marco Marsullo

Satana, il Signore degli Inferi, ne aveva davvero le palle piene. Tutte le proposte canore per la megafesta del suo compleanno illustrate da Emilio Borraccia, il suo ufficio stampa, gli facevano letteralmente cagare.
Lui voleva qualcosa di tosto, qualcosa per cui i suoi ospiti si sarebbero dannati l’anima. Più che letteralmente.
Così, quella notte, in preda a una strana angoscia esistenziale si incollò al computer e fece l’unica cosa che gli tirava su il morale quando gli girava di merda: prese a guardare le vecchie puntate de I Ragazzi della Terza C su youtube.
Lo mandavano ai matti le scene col ciccione, quello coi capelli rossi, che poi dimagrì un sacco e finì a fare Forum con Rita Dalla Chiesa. A dirla tutta non è che dimagrì… Satana conservava ancora l’originale del Patto che strinsero a metà anni Novanta. Ma questa è un’altra storia.
Dopo essersene sparate quattro di fila, l’occhio gli cadde sui “video correlati”. Per lo più spezzoni della serie tivù College e video in cui Susanna Messaggio raccontava l’esperienza della sua maternità. Ma fu l’ultimo filmato a rapire la sua attenzione, cliccò su play.
Jo Monaciello (neomelodico satanista) – Zolfo e cioccolata.
Satana non poteva credere ai suoi occhi. Agguantò con entrambe le mani lo schermo del piccì e prese a urlare di gioia nel silenzio della sua stanza. In pochi attimi Borraccia si precipitò da lui.
«Che succede, signore?», chiese con l’affanno a spezzargli ogni parola.
«È lui, è lui!».
«Lui chi, signore?».
«Lui! Monaciello! Voglio lui a cantare alla mia festa!». Leggi il resto dell’articolo

Le avventure di Padre Pio

Certi tizi

si sono ammazzati

quando hanno saputo

che la loro immagine

stava per sprofondare

nel fango della pubblica accusa.

Alcuni

di immolarsi non avevano

voglia e coraggio.

Hanno preferito sopravvivere

e già che c’erano

si sono adoperati

a passare da perseguitati.

I perseguitati, quelli veri

stavano tutti davanti alla tivvù.

Sonnecchianti, dopo cena,

sulle poltrone a bearsi

delle mirabolanti avventure di Padre Pio.

Luca Piccolino

Poesia precaria (selezionata da A. Coffami) – 7

Daniele Vergni, un ragazzo che ho conosciuto non mi ricordo dove e che crea delle specie di quadri ritagliando i pezzi di giornali e con una so’ stato a ridere mezz’ora. Poi scopro che fa musica elettronica industrial con vari progetti e vari nomi. Poi ti sforna poesie belle, molte delle quali sono raccolte nel libro DI-VERSO IN-VERSO (Arduino Sacco Editore). Daniele ha tanti progetti in atto, non li seguo tutti ma dal suo myspace potrete capire che tipo pazzo in culo che è. Su facebook ce l’ha a morte con la chiesa e la religione quindi se siete devoti a Padre Pio lasciatelo stare e non dategli retta, in caso contrario godrete come pazzi. Ma a questo punto devo segnalarvi un testo (che la settimana scorsa sono stato amorevolmente “cazziato” per non aver proposto un testo) e allora vi segnalo il testo Di gesti che alla fine della lettura non sapevo se ridere o piangere. L’ho immaginata letta con una base drum e bass e con voce metallica. Ma ognuno si legge le poesie come cazzo gli pare giusto?

Andrea Coffami

Di Gesti

In Digiuni Indigesti e Ingombranti cerco frammenti di verità perse che forse non sono mai esistite.

In Digiuni Indigesti Indignati mi ostino, urlando senza sosta, ora che le corde vocali sono spezzate.

In Digiuni Indigesti e Ingombranti annego senza nessuna opportunità che non sia sofferenza.

In Digiuni Indigesti Indignati faccio leva, forse tutto esploderà, ma non esiste più nulla da far saltare in aria.

In Digiuni Indigesti e Ingombranti la gente crede…

In Digiuni Indigesti Indignati la gente non crede…

In Digiuni Indigesti e Ingombranti scambio delusione per verità e ogni sorriso si frantuma in un ghigno.

In Digiuni Indigesti Indignati sembra di vedere una luce in fondo, forse…

In Digiuni Indigesti e Ingombranti il freddo e il buio sono travestiti da duchesse senza giarrettiera.

In Digiuni Indigesti Indignati decido di farla finita e chiudere la partita, la loro.

Daniele Vergni

Comunicazione di servizio:

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