Sempre più libri, e a pagamento

Ogni anno mi succede la stessa cosa: che arrivo in fiera carico di motivazioni, con quella smania di guardar libri che solo chi non riesce a star senza leggere può conoscere (quella gioia tipica del bambino che s’avventura nel mondo dei balocchi), ma dopo un paio d’ore al massimo cedo miseramente e vengo colto da attacchi di panico, con quel senso di soffocamento che ti spinge a correre via, il più lontano possibile; e mi accade perché non posso resistere nell’ordine:

  1. Al caldo opprimente: che tu stai lì e ti chiedi come sia possibile che tutta questa gente così sensibile e acculturata non capisca e non protesti contro tanto spreco di energia – e allora, per associazione, pensi subito con sgomento anche a tutta quella carta che ti circonda, che chissà quanti alberi ci sono voluti (sì, ci sono anche i virtuosi della carta riciclata, ma quanti saranno in mezzo a questa baraonda di stand?) Leggi il resto dell’articolo