SP intervista TQ – parte prima

Il dibattito su Generazione TQ ha tenuto banco in quest’estate 2011: se n’è parlato tanto e ovunque, a cominciare dal primo articolo, Andare oltre la linea d’ombra, apparso sul Sole24ore, per proseguire su tutti i quotidiani nazionali e tantissimi siti e blog; molti hanno aderito, tanti altri si sono dimostrati scettici nei confronti dell’iniziativa. Dal momento che su Scrittori precari abbiamo ospitato diversi interventi più o meno critici, ci è sembrato giusto dare spazio, ponendo loro alcune domande, anche a due dei firmatari dei manifesti: Alessandro Raveggi (AR) e Sara Ventroni (SV).

SP: Partiamo dall’etichetta. Perché l’uso del termine “generazione” e in che cosa vi sentite di essere rappresentativi di tutte quelle persone che hanno oggi un’età compresa tra i 30 e i 40 anni? Non è limitante e limitativa questa “selezione aprioristica”? Leggi il resto dell’articolo

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TQ: un’alternativa umana e comune al lungo sonno della ragione (o bimbi che fanno i capricci con papà che non dà più paghetta)

TQ: un’alternativa umana e comune al lungo sonno della ragione

Al di là dell’eteronimo, così simile a quello di un whisky americano o alla copertina patinata di una rivista di figa giovane, ciò che lascia veramente perplessi, e spinge quindi alla reazione, tra l’altro richiesta, è la festante approssimazione.
Quale sia l’interlocutore prelibato, è cosa che sfugge sin dalle prime righe di questo manifesto bambino. A chi si rivolgono? Quale esercito stanno reclutando? Ma sopratutto chi sono? Leggi il resto dell’articolo