E invece mio padre era mio padre

di Domenico Caringella

Ascolta.
Quando finalmente il regalo di mio padre fu una canna da pesca, capii che era arrivato il momento. Non che l’aspettassi per la pesca in sé; è che speravo che parlasse, finalmente. Che parlasse con me, mio padre. Ne avevo abbastanza di un esempio muto. E io stavo diventando come lui. Vedi, si sentiva la voce del fiume dove vivevo. Sussurrava dentro casa e non c’era modo di zittirlo. Quel giorno invece, anche se c’eravamo sopra, c’eravamo dentro, sembrava tacere. Una forma di rispetto per il vecchio pensai stupidamente. Quando lui per iniziare il discorso mi disse di guardare il fiume, e mi chiese cosa vedevo, pensai “cristo, adesso mi dice che la vita è come un fiume, e cazzate del genere”.
E invece mio padre era mio padre.
– Lo hai visto il fiume? – disse – Ricordatelo bene, la morte è come Leggi il resto dell’articolo

The sound of Seattle

di Gabriele Merlini

[Ri]comprarsi il contemporaneo a diciottomila lire.
«The sound of Seattle» di Chiesa e Blush.
Stampa alternativa, 1993.

Funzione principale di una recensione dovrebbe essere stimolare l’interesse per un testo. Sia che ne esca bene, sia che ne esca con le ossa rotte. Condizione essenziale per il favorevole sviluppo dell’intera operazione: la possibilità (anche remota) di recuperare il testo in questione.
Nello specifico sembra una missione quantomeno disperata, ma amen. È infatti qualcosa di antico e intimo che sta spingendomi a scriverne e non posso sottrarmi nonostante le evidenze (per caso ne posseggo ancora una copia. Impolverata e dagli angoli morsicati. Difficile quantificare il numero dei fortunati tipo me).
Titolo: «The sound of Seattle». Autori: Guido Chiesa e Steve Blush. Collana Sconcerto di Stampa Alternativa. Anno domini millenovecentonovantatré e addirittura dai ringraziamenti un brivido di flanella torna a scorrere lungo la schiena del rottame nostalgico: Jonathan Ponemann e Bruce Pavitt della Sub Pop, etichetta discografica che lanciò Leggi il resto dell’articolo