CARPE PESCEGATTI BADANTI & VAMPIRI *

(Segmenti di vita in Padania)

La telefonata è arrivata al giornale, data come prioritaria: sono partito. Sono impietrito. È una delle cose peggiori che abbia mai visto, orripilante, eppure attorno a me tutti sembrano soddisfatti e orgogliosi, i pescatori si alternano nelle foto, qualcuno sta girando un video col telefonino, ci sono anche i volontari di mezza età con i giubbotti arancioni che hanno stappato alcune bottiglie, poi il protagonista principale torna padrone della scena. Mi guarda. Si aspetta che inizi a intervistarlo, si pulisce il palmo delle mani sul gilè verde militare, ma l’odore tremendo aumenta, la cosa è ormai da troppo tempo all’asciutto sulla riva del laghetto artificiale. Ha occhi enormi, delle dimensioni di un occhio umano, ma meno sporgenti. Dovrei chiedergli con quale esca ha catturato la carpa gigante. Quanti minuti di lotta hanno preceduto la cattura. Cose così. Ormai il pesce-siluro è arrivato al quintale, ma quell’intruso extracomunitario non fa più notizia. Però una carpa nostrana di quaranta chili non si vedeva da tempo. Forse non si era mai vista. I pescatori fuori dal casotto assentono consultandosi in brevi mugugni. È un segno della Storia. Un risveglio della fauna indigena da intendersi come sintomatico di qualcosa di più generale. E importante. La cosa in realtà pare abbia lottato con molta violenza, ma per pochissimi minuti, forse drogata da mangimi o indebolita dalla vecchiaia. Leggi il resto dell’articolo

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