Confessioni qualunque – 10

[Ricordiamo ai lettori che Confessioni qualunque, la rubrica curata dai ragazzi di In Abiti Succinti, è aperta a chi voglia scrivere una confessione. Fatelo anche voi! Svisceratevi! E poi inviate i vostri racconti.]

#10 – Noemi

di Linda Caglioni

Che resti tra noi.
Se Dio esiste, dev’essere per forza un pittore. Uno di quei personaggi trasandati, che diffonde la sua arte agli angoli delle strade affamate, con i riccioli unti, incollati alla fronte, consumati dal sonno e dalla troppa libertà.

Deve starsene lì, sotto un portico, a sperare che il berretto accanto al suo cane impegnato a sedurre passanti sia pieno di preghiere, a fine giornata.
E alcuni suoi quadri Leggi il resto dell’articolo

Face to Face! – Percival Everett (2)

Inseguire Everett. Questo ormai faccio da un po’ di tempo, da quando mi sono appassionato a questo straordinario scrittore americano pubblicato in Italia dalla Nutrimenti. Nel 2009 è arrivato negli Stati Uniti al suo venticinquesimo libro. Da noi è al suo quarto romanzo. Musicista, pittore, insegnante, ha tutte le caratteristiche di un uomo difficile da digerire eppure incontrarlo smentisce ogni presentimento negativo. Unico ostacolo, per ora insormontabile, le sue lapidarie risposte. Deserto americano è il nuovo lavoro per l’Italia.

Come nasce Deserto americano?

Non lo so, davvero. Per me è sempre difficile dire cosa ha scatenato un romanzo. I romanzi vengono fuori e basta. Qui per la verità ci sono di mezzo quei continui mal di testa che spesso mi rovinano le giornate. Sono così fastidiosi che ogni volta vorrei tagliarmi la testa. Non è un’idea così peregrina, in fondo.

Da quali stimoli interni o esterni ha preso spunto per il personaggio di Ted Everett?

Ted è di sicuro una miscellanea di persone che ho conosciuto e con cui ho avuto a che fare. Tra queste ci sono di mezzo anch’io. Per quanto ci provi non riesco ad alienarmi dai miei personaggi.

Lei ha un rapporto molto particolare nei suoi romanzi con gli animali, che tornano sempre anche solo come comparse a cosa è dovuto?

Ho imparato moltissimo dagli animali in quattordici anni di addestramento di cavalli, soprattutto che un cavallo non mi ha mai tradito oppure che un cane non mi ha mai mentito, al massimo qualche cornacchia mi ha rubato qualcosa.

Un romanzo diverso questo. Anche nella forma narrativa. Una volta messo il punto cosa ha fatto?

Sono sempre i romanzi a dettare e a imporre la forma. In più, io sono uno che si annoia facilmente. E proprio per questo lavoro molto sulla struttura e la forma in modo che ne venga fuori qualcosa di divertente per me che sto scrivendo. La forma è il modo più profondo per indagare la realtà.

In Glifo c’era il gioco letterario, in Ferito un linguaggio lirico- paesaggistico e ora qualcosa di più “pop” in un certo senso. Cos’è lo stile per lei?

Uno strumento al servizio di ciascun libro, a disposizione di ciascuna storia.

Cos’è la metafora?

Evito di cadere nel giogo della metafora perché so che mi fermerei a rielaborarla all’infinito, mentre invece tutta la mia propensione è verso la storia e la sua vita. Io creo delle storie e non veicolo messaggi personali in queste. La mia attenzione è tutta rivolta sul processo di creazione.

Morire e resuscitare, due verbi che si avvicinano più facilmente a Cristo. Lei è religioso? Crede nella resurrezione?

Non sono religioso. Per niente. Non lo sono mai stato e non lo sarò mai. Però morirei sarei disposto a bruciare sul rogo sapendo che il papa sull’aereo sta leggendo il mio romanzo

Essere morto e comunque vivere, come nel suo romanzo non è simile ad essere un fantasma? L’uomo secondo lei accetterebbe una condizione di questo tipo?

No, Ted non è un fantasma. Ted è vivo e morto. E da morto più vivo di quando era vivo. I lettori poi si faranno un’idea tutta loro sul suo stato. Per qualcuno sarà un morto vivente, per altri un fantasma per altri ancora semplicemente un uomo che non sa più se vuole essere vivo o morto.

Come definisce Ted? E cosa c’è di lei?

Direi che Ted è al 13 % Percival Everett. Il resto della composizione non è facile da analizzare. C’è un po’ di tutto, compresi alcuni scheletri nell’armadio.

Il protagonista nella prime pagine cerca la morte per cancellare le sue debolezze umane. La morte davvero cancella i debiti con la vita?

La morte cancella qualunque cosa ma non conferisce l’assoluzione. Direi che alla fine i conti non tornano.

Perché il cambio del titolo da Making Jesus a Deserto americano? Cosa ha pensato quando le è stato proposto?

Il mio editore americano è stato un codardo. All’inizio ho pensato Fuck You! E ho cercato di averla vinta. La seconda fase invece è stata più riflessiva e ragionandoci bene, ma da solo, ho creduto che il titolo avrebbe posto l’attenzione soltanto su un aspetto del romanzo.

Un aspetto interessante (e oramai anche troppo ovvio visto la nostra società) è l’accanimento mediatico: si può avere l’esclusiva sulla morte, sulla vita e lei pensa anche sulla risurrezione?

Sicuramente. È il loro mestiere. E forse siamo proprio noi a volere che sia così, ad agognare un tale grado di penetrazione nelle nostre vite. Un sistema di informazione di tale natura implica un analogo e compiacente sistema di ricezione.

Farebbero un reality per uno come Ted?

Strano che non ci abbiano già pensato. Che tristezza…

Cos’è per lei la privacy?

A questa domanda preferisco non rispondere.

Cos’è la normalità per lei?

Tutto.

Quanto è importante l’ironia nella sua vita? Che ruolo svolge?

Se c’è ironia in quello che dico o scrivo non me ne accorgo neppure. Senz’altro mi piacciono coloro che non si prendono troppo sul serio quando scrivono.

Se perdesse la testa e se la ritrovasse ricucita al suo funerale, quale sarebbe la prima cosa a cui penserebbe?

Morirei per la paura.

La morte fa ancora paura?

Veramente?!

Chi è il suo personaggio tipo?

Direi grasso, belloccio, sempre indaffarato e attratto dal gentil sesso. Oppure magrolino, ma sempre belloccio. Non so perché, è più forte di me.

Cosa legge?

Storia, filosofia, matematica e tutta la narrativa dei miei studenti, talmente tanta che evito di leggere quella contemporanea.

Come è stato il suo tour in Italia. Che rapporto ha con la nostra gente?

Voi italiani siete così vivi e pieni di energia. Siete animati da una curiosità sorprendente, genuina. Rimango stupefatto dalla vostra voglia di approfondire, sapere sempre di più e di immaginare nuovi sviluppi ed evoluzioni per qualsiasi cosa.

Perché dà risposte così brevi alle interviste?

Perché è così (ride).

Alex Pietrogiacomi

Poesia precaria (selezionata da L. Piccolino) – 4

Rieccoci pronti ad un nuovo excursus poetico.

L’agosto in città può cuocere i cervelli e spingere a trascorrere il proprio tempo in malinconiche stanze munite di aria condizionata, soprattutto con il caldo record di questi giorni.

Nella mia ricerca di refrigerio ho portato nel borsello alcuni fogli stampati. Era una raccolta poetica intitolata Consapevoli della fine di Francesco Petetta.

Consapevoli della fine è un lavoro interessante, genuino, essenziale e solo a volte spigoloso.

Mi sono trovato a mio agio nelle sue atmosfere. Quel senso di malinconia carnosa e metallica, i luoghi, le città, i nomi. Situazioni e sensazioni che mi viene da associare ad alcuni scrittori americani o a qualche contemporaneo italiano che a loro si ispira (vedi Emidio Clementi).

Parlando di Francesco Petetta diremo che è nato a Roma nel 1982 e dice di non amare la poesia.

Fa parte del progetto musicale Hyaena Reading, collabora attivamente dalla primavera del 2005 con il collettivo di artisti FPML (Fronte Popolare per la Musica Libera), è socio fondatore della Free Hardware Foundation Italia (dicembre 2006) , vende gelati e possiede anche una bicicletta.
Partecipa casualmente al Teranova Festival (performance poetiche tra Francia e Italia) nel 2005, 2006, 2007 e 2008, collaborando con amichetti e perfetti sconosciuti: Gianluca Bernardo e Claudio Mancini (Rein), il poeta-pittore-musicista Alain Amsellem, Giovanni Santese.
Nel maggio 2006 collabora come bassista fantasma alla realizzazione del disco Ballate di fine inverno di Franco Fosca, Gianluca Bernardo e Giovanni Santese.
I suoi testi Natale e Un paio di richieste sono stati pubblicati nell’antologia Teranova 2006 (Ars Multimedia / Orient-Occident).
Se non fosse per ciò, non avrebbe ancora pubblicato nulla di cartaceo, e di solito non gliene frega nulla.

Luca Piccolino

Atto d’amore

Come quando ti ho detto che andava tutto bene

Come l’amplesso che ogni animale cerca

e sa che porterà con sé bocche affamate di vita

Come Villeneuve e Arnoux a Dijon, in Francia

nel ’79

Come un adolescente alle prese con uno strumento musicale

Come una madre la cui unica spinta è da cercare

negli occhi dei suoi figli

Come quando mi mentirai, per troppo bene

Come quando sarò sincero, per troppo bene

Come la schiena di un uomo rotta inseguendo un sogno

Come i miei sacri occhi, frutto di mia madre e mio padre

che ti cercano

ora

tra miliardi

sapendo di essere

e generare

un atto d’amore.

Francesco Petetta

* La presente opera è pubblicata nei termini di una licenza con alcuni diritti riservati: Creative Commons attribuzione – non commerciale – condividi allo stesso modo 2.5 Italia

Con aggiunta della licenza Diffusion a cura dello sportello Liberius

Poesia precaria (selezionata da A. Coffami) – 3

Salve ciao.

Questa settimana vi voglio, esigo e devo parlarvi di Guido Catalano, un ragazzo con la barba che miscela la poesia pura al cabaret. Vincitore di numerosi Poetry Slam, fa parte anche del gruppo SBRONZI ALL’ALBA SENZA SIGARETTE. Magari lo avete visto nella trasmissione “Loveline” su MTV un paio di anni fa, oppure non l’avete mai visto perché a voi MTV vi a schifo. Magari lo avete visto in qualche live in giro per l’Italia, oppure non l’avete mai visto perché a voi l’Italia vi fa schifo. Fatto è che Guido Catalano è un poeta, un comico, uno scrittore, forse pure un musicista (ma non ne sono sicuro).

La poesia che vi propongo è in versione live che così non fate nemmeno lo sforzo di leggere dal monitor, basta accendere le casse del pc. Il titolo non lo ricordo quindi non saprei dirvi come si chiama.

Sul sito www.guidocatalano.it troverete news, foto e libri da scaricare gratuitamente del nostro buon Guido Catalano. Vi invito inoltre a chiedergli l’amicizia su Facebook che lui lo aggiorna continuamente e sarete più felici.

Buona digestione.

Andrea Coffami