Messaggi

di Zeno Cavalla

Arrivò un messaggio dal marito, che da anni lavorava in giro per il mondo e mandava a casa ogni mese una certa somma di denaro.
“Non far giocare la bambina con la console. Vuoi che nel suo seno cresca un latte ottuso e cieco come quello dei topi? Che non si sbucci mai le ginocchia e cresca quindi incapace di provare gioia mentre fa l’amore?”.
Lei tolse la console alla figlia di otto anni e la costrinse a giocare in giardino tutto il giorno.
Di nuovo arrivò un messaggio dal marito. Da una città molto lontana rispetto alla precedente, la informava il sistema di geolocalizzazione.
“Non vestire la bambina con le magliette di Hello Kitty. Vuoi che cresca imbottita di consumismo, credendo che chi mostra un certo marchio sui vestiti sia in diritto di escludere chi non lo mostra?”.
Buttò via le magliette di Hello Kitty e le sostituì con dei vestitini gialli semplici semplici. La bimba pianse finché ebbe forze e giurò di non perdonare mai. Ma non mantenne il giuramento, e perdonò.
Arrivò ancora un messaggio dal marito. Era passato del tempo e ora si usava un programma diverso per Leggi il resto dell’articolo

Bella Mora si innamora – #fiabebrevichefinisconomalissimo

di Francesco Muzzopappa

Mora era una ragazza bellissima, con i capelli lunghi e lucenti, gli occhi azzurri così come le sue mani.
Tutti i ragazzi si perdevano continuamente nei suoi occhi, tant’è che la polizia doveva sempre fare gli straordinari per ritrovarli.
Un giorno non troppo lontano, si innamorò di Leggi il resto dell’articolo

Una sera al parco

Le ore di luce si erano sensibilmente ridotte. E d’altronde era settembre inoltrato, seppur le temperature tropicali di quegli ultimi giorni non lo avrebbero fatto minimamente supporre. Tuttavia Andrea non poteva anticipare la sua corsa quotidiana. Gli orari dell’ufficio erano implacabili. Poi bisognava calcolare il tempo per rientrare a casa, sbrigare qualche faccenda, prepararsi – ovvero indossare quei pantaloncini e t-shirt sdruciti che costituivano la sua impresentabile tenuta ginnica. Insomma, prima delle 19 gli era impossibile uscire di nuovo in direzione del parco. Ciò significava che di lì a qualche settimana avrebbe dovuto rinunciare anche a quel piccolo svago tardo pomeridiano. Leggi il resto dell’articolo