Trauma cronico – Il 2010 sarà divertente?

Dimmi che il 2010 sarà divertente. Auguri.

Pier Paolo Di Mino, comunicazione privata

Il 2010 sarà divertente? Non credo. Certo lo sarà, per chi sa divertirsi, per chi sa far l’amore in tempo di guerra. Verrà la guerra? No, non da noi. Un po’ più in là del mare non è mica da ieri che si ammazzano. Verrà la rivoluzione? No, non da noi, gli italiani non sanno fare le rivoluzioni. Magari un po’ più in là del mare, o delle montagne, una generazione di giovani saprà dire basta al vecchio che impera opprimendo. Io faccio il tifo per loro.

Troppi popoli sono oppressi; se un solo popolo del mondo è oppresso, allora tutti i popoli sono oppressi. C’è da sperare? Beh, ditelo voi. A guardarci in terra nostra c’è comunque da star male.

Il 2010 sarà divertente? Non credo, o forse un po’, almeno qui da noi. Può essere pratica utile trovare il bello nelle brutture, nelle storture. E invece ingolleremo soliti bocconi amari di ribellioni piccole piccole e false rivolte. Che qui da noi mica si fanno le rivoluzioni, in genere da noi si usano bombe e stragi per alleggerire le tensioni sociali quando il fardello diventa grave. È storia di ieri.

Io spero proprio di no, ma ci sono buone ragioni per essere preoccupati. Ma ve l’immaginate cosa significherebbe un attentato in terra nostrana nell’era videocratica di cui siamo vittime, dietro l’angolo del declino di Berlusconia? Se guardo davanti ho veramente paura. Non mi meraviglierebbe nulla in questa Italia mai così scadente, abbrutita, ammalata inguaribile di misteri e sospetti, bieche disumanità, una storia sbagliata che non conosce tregua.

Anni difficili davanti, ma solleveremo i calici di vino e brinderemo ancora alla libertà, divertendoci ed ubriacandoci insieme.

Basta un poco di buon senso, riuscire a rendersi conto dell’altro, ritrovare un minimo di umanità e riprendersi il ruolo di cittadini di uno stato democratico; non se ne può più di essere sudditi di un regime mediatico di affaristi e loschi figuri. Io mi auguro una bella presa di coscienza civile, un nuovo momento di splendore per il popolo italiano, perché peggio di come siamo arrivati, non c’eravamo mai stati.

Il 2010 sarà divertente? Caro Pier Paolo, noi ci proveremo, tu sai bene, tu mi insegni la responsabilità della Letteratura: ci divertiremo studiando e scrivendo, come sempre mettendoci in gioco, leggendo ai pochi o ai tanti che saranno, continuando questa avventura cominciata un anno fa.

Auguri di uno splendido 2010, a te e a quelli che passeranno di qui.

È buffa, se ci pensi, questa emergenza democratica nell’anno in cui ricorre il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, non trovi?

Buon anno e buoni sogni a tutti.

Gianluca Liguori