Snoopy al parco

di Andrea Frau

Maurizio dormiva beato sulla solita panchina.
Un vecchio lercio e barbuto gli si avvicinò e cominciò a leccargli la faccia.
Maurizio aprì gli occhi come una bella addormentata baciata dal principe azzurro, ebbe un sussulto e cadde dalla panchina.
Si ricordò di trovarsi in un parco, non si era ancora abituato, ad ogni risveglio un rinnovato stupore.
Si accorse di essere senza scarpe.
Il vecchio era fuggito via con il sonno, il sapore e le scarpe di Maurizio.
Maurizio aveva una trentina d’anni e nonostante vestiti logori, barba e capelli lunghi conservava un aspetto borghesemente passabile.
C’era gente che per avere Leggi il resto dell’articolo

Let. In. 12

[Diventa anche tu uno scrittore inesistente su Scrittori precari: invia i tuoi Let. In., seguendo queste istruzioni, a carlo.sperduti84@gmail.com. I migliori saranno inseriti nelle prossime puntate della rubrica]

Let. In.
Antologia di Letteratura Inesistente a cura di Carlo Sperduti
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BESTIARIO

Il gattolardo
di Tommaso di Palmarola

Questa è la storia di un grosso gatto grasso, detto gattolardo.
Nonostante la madre per la fretta lo fece cieco, il gatto amava andare al lardo e lasciarci lo zampino, questo fino a che qualcuno non disse “Gatto!” per metterlo nel sacco, ma questo a sentir “Gatto!” scappò via levato, sicuro che can che abbaia non morde. Si appoggiò al muro basso in attesa della notte che porta consiglio, e scoprì che nella notte tutti i gatti sono neri.
Quando il gatto non c’è i topi ballano, ma nel pollaio la gallina canta perché ha fatto l’uovo, e chi serba, serba al gatto e l’uovo è suo, a confermar la regola che il mattino ha l’oro in bocca. Leggi il resto dell’articolo

La “Vera” Sindrome di Cenerentola

Questo breve saggio compare in risposta al precedente intervento di Antonio Romano.

Tutti noi conosciamo la favola di Cenerentola, la storia di una bellissima ragazza povera, non amata dalla sua matrigna, una ricca nobildonna con due figlie acide che, costretta a fare la serva, sogna l’arrivo del bel Principe Azzurro con il suo destriero bianco, che la riscatta da una vita di sacrifici e umiliazioni e la fa vivere per sempre felice e contenta. La psicologia comune definisce quindi la ricerca affannosa di un uomo bello, ricco e forte, delle ragazze d’oggi e di ieri, come Sindrome di Cenerentola. Una ragazza, per quanta istruzione, indipendenza materiale e spirituale possa avere, guardandosi in giro, in cerca di un uomo, un fidanzato, mossa dalla sua fisiologica tempesta ormonale, sarebbe invece guidata, secondo la moderna interpretazione della favola, da una patologia vera e propria. Potrebbe essere, anche se trovo questa relazione assai discutibile, ma non è questo di cui voglio argomentare.

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Il Principe Azzurro non esiste

Recentemente sono stato con una ragazza. Una stronza, ovviamente, ma ormai non ho più un rapporto tranquillo con le donne: nel migliore dei casi mi sembrano solo stupide, mentre normalmente mi sembrano radicalmente feccia. Sto diventando misogino. Non maschilista (che pure i maschi sono esecrabili), ma solo misogino. Si lamentava che non le volevo bene, che era solo sesso. Per di più aggratise. Perché tutti vogliono affetto da me? Boh.
Ma io non me la prendo con le donne. Non è colpa loro se sono così: tirate dall’uomo con una mano verso il cielo e, sempre dall’uomo, con l’altra mano tirate verso la terra. Non chiediamo loro forse troppo? Cuoche in cucina, signore in salotto e troie in camera? Noi, se cambiamo – non dico idea, ma almeno – mutande già ci sembra di aver fatto uno sforzo sovrumano. Cioè, lo dice la parola stessa “mutanda”: è una perifrastica passiva, “mutanda est”, cioè “che è da cambiarsi”. Leggi il resto dell’articolo