Pubblichiamoli tutti!

We need body rockin’ not perfection /Let me get some action from the back

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[Body Movin’, Beastie Boys]

Sì, pubblichiamoli tutti. Pubblichiamo tutti i libri nei cassetti, diamo dignità alle scritte sui muri, ai numeri di telefono scritti nei cessi pubblici [“pratico fellatio con gusto: chiamami al”], alle liste della spesa, ai girighori, alle poesie d’amore scritte sui biglietti d’auguri. Chi sono gli editori per giudicare, per decidere cosa merita, e cosa no? Come si fa a scegliere?

In Italia si pubblicano sessantamila libri all’anno: ebbene, sono pochi. Pubblichiamone duecentomila, trecentomila. Pubblichiamo tutto, e tutti. Stampiamoli in digitale, con tirature di qualche decina di copie. Mettiamoli on-line. Obblighiamo le librerie a fare – ogni libreria: piccola, grande, media – cinque presentazioni al giorno. Regaliamo dispositivi elettronici per gli e-book, e trasformiamo tutto ma proprio tutto in epub – scritte sui muri, testi giovani e giovanilisti, poesie sulla Morte ecc.

Certo, c’è sempre il problema della visibilità. Se il novantanove percento dei sessantamila libri che già si pubblicano oggi, è invisibile, figurarsi con trecentomila libri: sì, è una buona obiezione. Sì, è vero: oggi chi pubblica un libro, cinquantamilanovecento volte sul totale, s’accorge presto che quel libro – se pure è uscito qualche articoletto sui giornali, se pure l’ha portato in giro, l’ha presentato, se anche l’autore se ne è occupato e preoccupato – chi pubblica un libro, si diceva, quasi sempre s’accorge di come quel libro sia immediatamente introvabile, invisibile, innominabile. E anche in quell’un percento di casi benevoli, anche quei libri – quelli di cui si parla, si discute; dei quali si vendono copie – fan presto a sparire. Dagli scaffali, dai cuori, dalla memoria.

E allora: facciamolo. Pubblichiamoli. Tutti. Facciamoli scomparire tutti, facciamo scomparire ogni dannato libro nella massa informe delle immagini, delle copertine, dei testi, dei falsi montaliani e dei nuovi King.

Avanti! Facciamolo.

Enrico Piscitelli