La società dello spettacaaargh! – 7

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Caro Matteo,

prima di arrivare al «Che fare?» – soprattutto perché ancora non ho la più pallida idea di cosa si debba fare – vorrei riprendere le mosse dall’assurdo come «distruzione di relazione logica con la realtà», forte anche della tua analisi delle catacresi.

Un discorso forse meritava maggiore articolazione e precisione: quella faccenda dell’Illuminismo e di Kant. Cosa dice Kant a proposito dell’Illuminismo? Dice che l’Illuminismo è l’uscita dalla minore età mentale: l’Illuminismo per Kant è la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità delle proprie scelte.1
Ora, se ci pensi bene, l’autonomia della coscienza è possibile solo rispetto a una realtà, a una verità, a una logica, a una sostanza partecipabile, accessibile, oggettiva: si ha coscienza di qualcosa. Quindi Kant infine dice una cosa ovvia ed enorme: che noi abbiamo accesso al giusto, al vero, al buono, al bello; e dunque non abbiamo bisogno di uno stato etico totalitario o di una chiesa che stabiliscano un *giusto*, un *vero*, un *buono*, un *bello*, e che ci persuadano a ricercarli e praticarli con un sistema di premi e punizioni.2 Leggi il resto dell’articolo

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Il rapporto parola-computer in due parole

Sapere che una macchina possa essere guidata da un comando verbale è sempre un’ipotesi affascinante e foriera di fantasie immaginifiche. Ed essendo il computer la prima “macchina” guidata dalla parola (che potrebbe essere definita, in questo caso a ragione più che in altri, la “dea ex machina”), è impossibile non stupirsi di fronte ad esso.

La parola è la forma di comunicazione più rappresentativa dell’umanità, sia per tortuosità e ambiguità, sia per emblematica complicazione semiologica.

Innanzitutto, consideriamo la visibile molteplicità e il peculiare dislocamento delle istanze della psiche umana. Leggi il resto dell’articolo

GNAP! – la tecnica dello schiacciapatate

Riportiamo l’intervento di Jacopo Nacci comparso su Yattaran

Prima o poi mi deciderò a compilare e pubblicare un elenco delle fallacie e delle mosse retoriche subdole che si stanno propagando in Italia in questi anni in modo massiccio e preoccupante: basti pensare all’uso diffusissimo e spensierato dell’argomento a uomo o del processo alle intenzioni. Temo abbiamo a che fare con la prole deforme nata dalle Nozze di Relativismo e Televisione: si tratta di fallacie e mosse che il loro stesso substrato ideologico incorona come uniche forme retoriche moralmente legittime; il medesimo substrato ideologico, intanto, rovescia senza pietà argomenti e dimostrazioni nel cestino delle dialettiche immorali; tutto ciò sta trasformando una parte della popolazione in troll (nel senso internautico) e l’altra parte in soggetti schizofrenici costretti a interrogarsi e rispondersi da soli; se gli schizofrenici che si interrogano e si rispondono da soli mi fanno venire in mente Socrate in Gorgia 506c-507c, i troll mi fanno venire in mente – più che sofisti come Gorgia, Callicle o Polo – i puffi neri, o i film di zombie dove i virus si impossessano dei cadaveri; e credo sia significativo che, nella filmografia sugli zombie, gli zombie si siano fatti via via sempre più rapidi e aggressivi. Leggi il resto dell’articolo