Carmelo l’asino volante – #fiabebrevichefinisconomalissimo

di Francesco Muzzopappa

C’era una volta Carmelo, un asino che proprio non sapeva ragliare.
Certo, non sapeva nemmeno scrivere, né sapeva come impostare un Power Point, ma chi, in fin dei conti, ne è davvero capace?
Ebbene, questo asino aveva però un desiderio dritto in testa: voleva volare Leggi il resto dell’articolo

Falkenau

Con grande piacere riproponiamo qui di seguito il racconto Falkenau, di Andrea Tarabbia, pubblicato sul numero quattro della rivista, a cura del collettivo sparajurijAtti impuri. Rimandiamo i lettori, inoltre, alle scorse collaborazioni con la suddetta rivista:

Editoriale Atti impuri II
Recensione di Atti impuri II a cura di Gianluca Liguori
Racconto Anime gemelle, di Riccardo Ferrazzi, su Atti impuri III
Editoriale Atti impuri IV

Falkenau

di Andrea Tarabbia

Abbiamo aspettato che Falkenau si affacciasse ancora alla finestra della sua casa al pianterreno, perché la prima volta io Werner eravamo riusciti a vederlo bene. Non eravamo sicuri che lavremmo visto di nuovo, ma la prima volta ci aveva colto impreparati, e non avevamo quasi registrato lavvenimento. Falkenau aveva aperto le tende e spalancato i vetri e si era guardato attorno. Nello stesso istante, mentre nella macchina io e Werner ci mettevamo in allarme, il lampione che sullingresso della casa si era spento allimprovviso, lasciando qualche metro di marciapiede completamente al buio. Quando la luce è morta, ho lanciato un piccolo grido che Werner mi ha troncato nella gola con unocchiata feroce. Anche Falkenau è trasalito, o così mi è parso. Il ronzio del lampione è ricominciato quasi subito, gettando sullasfalto una luce opaca e intermittente. Falkenau si è fatto schermo con le mani e ha guardato nella nostra direzione, ma sono sicura che non ci ha visto, ed è rientrato in casa.
Da alcuni giorni Werner aveva la sensazione che si fosse accorto di noi.
«Non proprio di noi», diceva, «ma mi sembra che si comporti come chi ha fiutato qualcosa. Forse sospetta di essere seguito, o qualcuno lo ha messo in guardia.»

«Ci sono nella sola Berlino migliaia di Falkenau», aveva detto larchivista quando, alcune settimane prima, Werner le aveva Leggi il resto dell’articolo

Link correlati

Dalle scarpe di marca passando per le marche da bollo,

dal bollo auto a “Double Dragon” e “Puzzle Bobble”,

dalle bolle del Cristal Ball passando per il solco di un disco,

dalla disco alla tecno, dalla tecno al buon liscio,

dalla vodka con ghiaccio all’acqua liscia,

dalla frizzante al chinotto, dal caffè ristretto al corretto,

dal poliziotto corrotto al cerotto che cura il danno fatto,

digerisco. Dal sipario alla fine primo atto,

mi sollevo dalla poltrona in platea di teatro,

dalla sensazione del tetro alla sensazione del vuoto.

Da “Indovina chi” ai giochi MB,

dalla BMX al cambio Shimano,

da una partita a Tetris al tris in mano,

dalla perdita di un amico caro al caro vita,

dal rincaro del cetriolo al caro petrolio,

dall’amico schivo a Lucio Dalla del “caro amico ti scrivo”.

Dal giornalismo di Matrix alla panza di Obelix,

dal Risiko a Trinity passando per all’oracolo,

dal Gin Fizz al bis dopo lo spettacolo,

da un brano di Samantha Fox ad un remix di Dj Shadow.

Da un’orchestra di Muti ad una suoneria in polifonia,

dai poliposfati ai polipi, dalle briciole di pane ai cannelloni ripieni.

Da Leo Gullotta a Mastella e da Pannella a Mastelloni,

da Nino Frassica ad Abantuono,

dal lampo di un lampo al fragore di un tuono,

dal calcio balilla al Subbuteo al fusillo Barilla,

dai Balilla al fascismo il passo è breve e senti come piove.

Dai giovani in lambretta con otto in pagella

dalla bidella al rettore passando per il ripetente

dal ripetente alla Gelmini, dai bocchini alle suore

dal monsignore all’onore, da Forza Nuova a Casa Pound

dal Pound alla Sterlina, dalla lira che prima c’era all’euro,

dall’Unieuro all’intercity e l’Eurostar,

dal diretto al regista,

dalla comparsa all’attore non protagonista e la Star.

Dal dado di brodo al dado di fumo, da Babbo Natale al camino,

da Michael Cimino a “Natale sul Nilo”.

Da Ezio Greggio alla pecora nera del gregge,

da Rai3 al comunista, dal comunista alla lista nera,

dalla bandiera del tricolore al calore

e dal calore al calore di una hola,

dalla curva allo stadio agli Stadio ed il gran figlio di puttana in radio.

Dalla costituzione agli Articolo,

da Tiziano al cantante neomelodico che spopola nel vicolo,

da Scampia alla ferrovia,

da piazza Garibaldi a Napoli all’unirsi dei popoli,

dalle malattie al propoli, dalla marcia di Topolino come suoneria.


Da “Domenica In” a Paperinik e da Topolino alla massoneria,

dagli effetti collaterali dei medicinali alle droghe da legalizzare,

dai codici subliminali agli animali trasformati in cartoni,

dal Giappone ai brani di Little Tony,

da Tony Corallo al terremoto e la scala Mercalli.

Dal corallo al mare, dall’estate all’inverno,

dalla neve al candore di un bimbo,

dalle palle di neve alle bombe carta,

dalla caduta del muro alla guerra in Iraq,

dal kebab ad Al-Qaeda, dalla verità alla finzione,

dalle notizie di regime al mangime per cani,

dalle case chiuse alla mercificazione.

Dal lavoro fisso alla cassa integrazione,

dalla PlayStation all’altalena, dal pattino alle barche a vela,

dalla velina alla satira vera, dalla censura all’underground,

dall’Underground all’Heaven, da Melonarpo allo stile,

dallo stile al nuoto, dal cloro al clero, dai bersaglieri agli alpini,

dalle stragi di Stato ai cuori neri,

da “Sentieri selvaggi” a “Sentieri” e da “Sentieri” alla “Valle dei pini”.

Dalla Valleverde ai calzini, dai piedi nudi al fetish,

dal pissing al cumshot, da “Hot Shots!” a Buster Keaton,

da Mickeal Keaton a Burton passando per Batman,

Rat-Man e Sandokan,

dall’applauso dopo la venuta del Messia alla suora in clausura,

dai Sepoltura all’ora di religione, da Bellocchio alla prigionia,

da Lucignolo alla libertà e dalla dittatura alla Cina.

Dagli arancini di riso agli aranci,

dalle quattro stagioni di Vivaldi alla margherita tagliata a tranci,

dai saggi francesi e dai francesi ai formaggi.

Dai trattati di pace e dalla pace all’amore,

dall’amore all’odio, da Kassovitz ad Asterix,

dalle pozioni magiche ai santoni in televisione,

dalla cultura popolare alla fine del mondo,

da un saggio sul nazismo ai libri gettati al rogo,

bruciati da legno di faggio,

da Valeria Rogo alla sala di montaggio,

da una canzone a Sanremo di Pino Donaggio,

alla canzone d’impegno al Primo Maggio…

con pugni chiusi nelle piazze che stringono il poco coraggio.

Andrea Coffami e Angelo Zabaglio