La Ballata dei Precari

Vale ancora la pena laurearsi? Quanti stage devo fare prima di trovare un lavoro? Sono al quarto master… è dipendenza? Riuscirò a mettere su famiglia? Quanti lavori devo fare per mettere insieme uno stipendio decente?

Sono alcune delle domande da cui prende spunto “La Ballata dei Precari”, commedia grottesca indipendente e no budget in sei episodi scritta e diretta da giovani precari che cercano così – senza dover rispondere a logiche di happy end da botteghino – di dare voce ad un fenomeno sociale di dimensioni ormai apocalittiche.

Al film hanno partecipato oltre 150 persone, quasi tutti precari. E attori professionisti che hanno sposato la causa del precariato, Geppi Cucciari compresa che ha accettato di impersonare i panni della Dottoressa Tenaglia, una ginecologa molto “originale”.

StRagisti”, “Masterizzati”, “L’ammortizzatore”, “Opera-i”, “Ninna nanna ninna NO”, “2050” sono le sei storie che raccontano la vita lavorativa dei giovani di oggi:

Mauro, all’ennesimo licenziamento dall’ennesimo stage senza retribuzione, ha le visioni: la sua coscienza gli intima di prendere in ostaggio il suo capo per ottenere in cambio un posto di lavoro.

Ilenia frequenta ossessivamente corsi e master di ogni genere nella speranza di trovare un posto di lavoro. I suoi genitori decidono quindi di rivolgersi al Dott. Lettari, terapeuta specializzato nella cura dei precari affetti da M.A.R. – Sindrome da Masterizzazione Acuta Recidiva.

Francesco, precario da ormai 10 anni, perde i genitori in un misterioso incidente automobilistico. La verità verrà a galla grazie alla lettera che sua madre Rita gli ha scritto pochi attimi prima di morire.

Alberto, Monica e Claudio lavorano part-time in un call-center. Monica ha un secondo lavoro che le permette, a quanto dice, di vivere decentemente. Alberto decide così di andare anche lui a caccia di un secondo lavoro.

Irene e Riccardo vogliono avere un figlio ma non riescono a far coincidere parto e scadenze contrattuali. Si rivolgono così alla Dott.ssa Tenaglia, una ginecologa che ha ideato un curioso dispositivo per aiutare le giovani coppie precarie.

Matteo, Luca e Giulia, dopo una vita di lavori precari, si ritrovano a vivere in strada. La loro unica speranza è in uno studio dove Giovanna, conduce un crudele programma televisivo.

Il film, scritto e diretto tra gli altri da Silvia Lombardo, Giordano Cioccolini, Corrado Ceron, Tiziana Capocaccia, Ilaria Ciavattini, Dario Ingrami, Emanuele Milasi, è attualmente in montaggio e sarà pronto in estate.

Sito web: www.laballatadeiprecari.com

http://www.laballatadeiprecari.com/

Precari all’erta! – 2010: la crisi sta finendo!

La crisi sta finendo. Adesso è ufficiale, stanno passando i dati in diretta tv. E’ prevista una ripresa dei consumi e dell’occupazione. Si parla della possibilità di allungare i contratti di lavoro da 3 a 4 mesi. Gl’insegnanti precari potranno finalmente tirare una boccata d’aria. Quelli di storia troveranno forse il tempo di arrivare oltre il Sacro Romano Impero, nelle lezioni d’italiano si potrà magari accennare alla Vita Nova di Dante, mentre in matematica s’imparerà anche la tabellina del nove. Nelle Università il 4×3 sostituirà il 3+2. Non si dovrà più ragionare in prospettiva futura, bensì aggiornare annualmente le proprie aspettative nell’apposita graduatoria denominata “Indice dei sogni e dei bisogni”. E’ questa la ricetta per uscire definitivamente dalla crisi.

Daniela spegne la televisione. Sai che gliene importa a lei, mica le cambia qualcosa. Anzi, che almeno tre mesi erano più veloci di quattro a passare, e l’illusione di trovare qualcosa di meglio del call center in cui lavora da due anni poteva sembrare più credibile. Adesso invece dovrà anche fingere di esser più contenta. Già se l’immagina i sorrisi di sua madre e le pacche di suo padre: vedi figliola che non bisogna mai disperare? Magari ricominceranno pure con la storia della famiglia, che almeno negli ultimi mesi l’avevano lasciata un po’ in pace. Si erano insomma abituati anche loro all’idea di averci una bambocciona a vita tra le mura di casa, una sorta di mutuo senza scadenza con tasso variabile tendente costantemente al peggio. A pensarci bene, nell’epoca dei subprime una figlia del genere non è neanche malaccio come investimento, ché almeno a fine mese 500 euro riesce a portarli a casa. Non c’avrebbe scommesso una lira, ma alla fine ha imparato anche a fare la venditrice, alla faccia dell’anima pura delle belle lettere! Se almeno si decidesse a fare domanda per partecipare a uno di quei giochi a premi con le domande difficili, potrebbe mettere a frutto un po’ di quella cultura che s’è fatta con tanti sacrifici. Suo padre glielo ripete in continuazione, tra uno stacco di coscia e una pubblicità di detersivi, che quello è il lavoro ideale per chi ha una laurea debole come la sua. E’ vero, anche se non si libererebbe comunque di quelle maledette cuffie, ma almeno cambierebbe argomento una volta tanto. A forza d’imparare a memoria i costi e le offerte delle compagnie di telefono, finirà altrimenti col dimenticarsi di tutta quella storia e filosofia di cui s’era perdutamente innamorata.

Per dare il buon esempio suo padre si è già sintonizzato sul suo programma preferito, dove i concorrenti si preparano ad affrontare la prima prova. In palio ci sono fino a 500000 euro. Per chi ha voglia di sensazioni più forti c’è anche la lotteria nazionale, che ha ormai superato il jackpot di dieci milioni di euro e di cui si parla in ogni edizione serale del tg. Daniela non ci ha mai giocato, col suo stipendio non può permettersi di regalare alle ricevitorie dieci euro a settimana. Neanche adesso che avrà un mese in più. Mica le danno l’aumento per quello. Serve solo a far aumentare l’indice di occupazione, a far mangiare un po’ di più quelli che governano, ché per lei il menù resterà sempre lo stesso. Ma di queste cose con i suoi non ne può parlare, perché le ripeterebbero che nella vita basta la salute e il resto vien da sé. Peccato che lei c’abbia messo appena due anni per mangiarsi il fegato dalla rabbia, e ora quella le sta intaccando pure lo stomaco, perché la rabbia è ingorda e vuole sempre qualcosa da mangiare.

Il trillo del cellulare distoglie Daniela dai suoi pensieri accaniti. E’ l’ufficio del personale che la informa del prolungamento del contratto. Come? Se è contenta per il mese in più? Sa dove può infilarselo quel mese?!

Dall’altra parte il segnale di occupato la informa che l’ultima frase è caduta nel vuoto.

Anche per stasera il vincitore non è riuscito a portarsi a casa la ricca portata. Ha sbagliato l’ultima risposta, proprio sul più bello, ma potrà sempre riprovarci domani sera.

Ci vuole più ottimismo, lo dice anche il tg.

Simone Ghelli