Parigi à passages – Galerie des Variétés

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di Simone Olla

Camminavano senza una meta precisa, la luce dei becs de gaz si confondeva con quella che a est saliva lenta annunciando il nuovo mattino. FH – ubriaco e sfatto – mandava a memoria la nuova lettera da indirizzare a Emmy. WB – impeccabile dentro il suo abito nero, camicia avorio e papillon slacciato – accompagnava i passi barcolli del suo amico tenendolo per un braccio; e parlava poco, WB, e ascoltava ancora meno. Lo sforzo che FH impegnava per resistere alla vita doveva scolpirlo nella mente per non dimenticarsene il giorno dopo: scriverlo non basta, amava ripetere. WB, invece, non faceva alcuno sforzo di resistenza alla vita giacché il suo vivere non era resistere: i giorni scorrevano leggeri e fin troppo veloci, riempiti con metodo di studio e riposo quanto bastava.
Emmy adorata – bofonchiò FH – non vi aspettate questa lettera e forse nemmeno io mi aspettavo di scriverla a quest’ora di notte… nell’ultima vostra, mi chiedete dei miei acciacchi… di quelle scosse improvvise che Leggi il resto dell’articolo