Impressioni di Londra/1

di Antonio Romano

Dunque, dopo due giorni che non uscivo mi sono messo la sveglia e mi sono detto “se domani non esci fai schifo al popolo del mondo” e mi sono risposto “minchia, se la prendi così esco, non t’incazzare”.
Stamane mi son detto non fare nulla di troppo complicato ché sei uno sperduto terrone. Piccadilly andrà bene, così non rischiamo di perderci. Ok. Allora arrivo a Piccadilly. E allora minchia! Eros, regent st., la statua di Guglielmo terzo e la grande considerazione che mi sono fatto: tradizione è cambiamento nella continuità. E sono rimasto lì per un po’ come un pensionato rincoglionito, a guardarmi guglielmo seduto su una panchina.
Subito dopo piglio a camminare e a un tratto mi trovo a Trafalgar Square e c’era Leggi il resto dell’articolo

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DERBYLDUNGSROMAN

Appunti per un romanzo di formazione su Derby, i derby ed Albione

Non c’è prevedibilità, amico mio, è così che funziona: cinquanta e cinquanta.

Capita da sempre di fronte ad una dicotomia. Di qua dal fiume o di là. Vita o morte. Testa o croce.

Nel calcio, al massimo, c’è il pareggio; ma è un accontentarsi, una debolezza che ha il colore del cielo quando tuona, un pareggio.

Il Conte ed il Capitano non riescono ad accordarsi: facciamo così, dicono, due bigliettini, qua il mio nome, là il tuo. Estraiamo a sorte. Chi vince dà il nome alla gara. Quando srotolano il foglietto prescelto non c’è scritto Captain Bunbury, ma Earl of Derby.

Da quell’anno, è il 1875, la gara più importante del circuito ippico reale britannico è il Derby.

E al Derby s’indossano cappelli delle più svariate fogge, le donne, mentre per gl’uomini è un’assioma: tutti in bombetta. Che infatti come si chiama? Derby hat.

Mi sembrava un cappello doveroso, questo cappello che parla di cappelli. E di derby.

A Sheffield il derby è quello tra United e Wednesday, che sono due tra le squadre più antiche del football d’Albione. Sheffield sta nello Yorkshire e verrebbe facile, pensarlo, eppure non si allevano cani; in compenso si producono ottime birre e robusti manufatti d’acciaio. Tipo spade, coltelli, mazzette da carpentiere, ròbe così. Coltelleria, a volersi incaponire su una categoria merceologica.

I calciatori dello United, anche se non fanno una sciabolata morbida da centrocampo a partita, anche se non inventano giocate taglienti e poche volte infilzano gli avversari in contropiede, nonostante tutto li chiamano “The Blades”, le spade, da sempre. Spade che stanno pure nello stemma: due scimitarre incrociate, sembra la cotta d’arme d’un undici di Abu Dhabi ed invece: di Sheffield.

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