Confessioni qualunque – 6

#6 – Corrado

di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
Penso di essere il miglior suonatore di sax vivente al giorno d’oggi.

Certo, forse buttata lì così è un po’ esagerata. Diciamo che sono presumibilmente il miglior suonatore di sax vivente al giorno d’oggi.
Qui non stiamo parlando di tecnica. Si tratta di esperienze di vita. Si tratta di soffiare la vita dentro la fessura del beccuccio del sax: la musica è una conseguenza naturale. Le dita si allenano, ma se non hai vita non hai fiato da spingere dentro lo strumento.
Per questo ringrazio i miei genitori di non avermi forzato a suonare da piccolo. Magari sarei diventato Leggi il resto dell’articolo

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Confessioni qualunque – 3

#3 – Giancarlo

 di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
Sono due anni che lo faccio: vado in garage prima dell’alba, accendo la moto e parto. Tutte le domeniche. C’è silenzio, per i primi tre mesi quelli del primo piano – madre padre e un figlio – si sono lamentati alle riunioni condominiali; in realtà si lamentava solo la madre, poi ha smesso di lamentarsi e di salutarmi.
L’alba in tangenziale sorge come una forma di giustizia oltreumana. Diffonde un velo di bellezza sui casermoni coi davanzali sfioriti, sui pochi panni appesi lì fuori che forse sono solo stracci da cucina, sui capannoni della Star, sull’antenna di Mediaset, sul quadrato giallo-blu dell’Ikea. Diffonde una calma gentile sulla miseria. Una tregua, un miracolo di cui nessuno sembra accorgersi.
Di solito viaggio sulla corsia di destra senza superare i cento chilometri orari; delle volte non faccio altro che percorrere la tangenziale, prendere un’uscita a caso, riprendere la tangenziale nella direzione opposta e tornare a casa per la colazione; altre volte mi spingo fino all’A4, verso Venezia o sulla tangenziale ovest e poi verso Genova, sull’A7. Spesso non mi fermo o faccio solo una breve sosta per benzina, caffè e una sigaretta. Leggi il resto dell’articolo