Fa un freddo abominevole

Fa un freddo abominevole.
Persino la leggera striscia di urina lasciata da Toni il Barbone lungo quella crepa del muro, vicino a uno dei vecchi tubi, è diventata solida. Un pezzo di ghiaccio ocra illuminato dalla luce debole di questo sole che non scalda.

Mi chiedo sempre come cazzo faccia Toni a pisciare all’aperto con queste temperature, tirarselo fuori a dieci gradi sotto zero. Non ha paura che gli diventi solido come quella strisciolina sul muro, e gli si spezzi in due, come capita ai surgelati nel freezer? Bah… Leggi il resto dell’articolo

Intervista multipla agli “scrittori precari” /3

Tentativo parzialmente scorretto di seminare discordia (parte terza – qui la seconda)

di Carlo Sperduti

Carlo Sperduti: Qual è, tra quelle che hai scritto, la cosa di cui più ti vergogni, e perché? Ma soprattutto qual è, tra le cose che hanno scritto gli altri membri di Scrittori precari, quella di cui più l’autore si dovrebbe vergognare, e perché?

Andrea Coffami: Di cose vergognose che ho scritto ce ne sono parecchie, tipo una poesia d’amore che io proprio non ci riesco a scriverle e soprattutto a recitarle. Mentre la leggevo dicevo a me stesso “ma che cazzo è ’sta robba!”. Ma il problema della vergogna arriva sempre (e dico sempre) ogni volta che magari rivedo un mio video dove leggo. Sai la vergogna riflessa? Vedi uno che fa una cosa che ti fa vergognare. In quel caso è doppia vergogna riflessa, perché poi capisco che il tizio sono io. Cazzo! La cosa che più mi ha fatto vergognare degli altri membri è stata scritta da Gianluca Liguori, un racconto con dei pesciolini volanti e il circo in mezzo. Una roba imbarazzante che sto cercando di rimuovere dal mio cervello. Era un racconto così tenero che si poteva spezzare con il grissino.

Simone Ghelli: Se intendiamo scritte (e non pubblicate), direi che sono tante le cose di cui mi vergogno; difatti il mio computer è pieno zeppo di racconti o aborti di romanzi che conosco solo io. Quanto agli altri, direi che anche loro non scherzano… in fondo è giusto così: l’orrido è la strada più adatta per scalare le vette del sublime. Certi racconti di Zabaglio, ad esempio, ne sono una dimostrazione perfetta…

Gianluca Liguori: Vergogna? Bah, non credo uno debba vergognarsi. Si scrivono un sacco di puttanate. Tutti. Fa parte dell’esercizio. In genere, una volta scritte, le mie cose non mi piacciono più. Ma è sentimento abbastanza diffuso. Occorre tempo, lasciar decantare, pulire, limare, sistemare, eventualmente riscrivere… è un lavoro che ha bisogno di molta pazienza, la scrittura. Più passa il tempo e più mi convinco che i romanzi non si scrivano quando si scrivono, ma quando si correggono.

Quanto agli scritti degli altri precari, il testo più ignobile è stato sicuramente quello sulla fantasia nel calcio per Il mondiale dei palloni gonfiati, la rubrica sportiva del nostro blog in occasione dello scorso mondiale. L’aveva scritto Luca, ma non lo abbiamo pubblicato.

Luca Piccolino: Provo imbarazzo per dei miei scritti molto antichi, ma non vergogna. Nel corso degli anni, per l’impegno che ci ho messo, l’applicazione, la ricerca di evoluzione ritengo di non meritare di vergognarmi, anche se ci sono un bel po’ di cose che ho rinnegato. Anche se è uno dei miei pezzi preferiti, credo che Zabaglio dovrebbe vergognarsi del racconto Paolo il Caldo. Chi non lo ha mai letto o sentito lo faccia al più presto, lo trovate sul blog.

Alex Pietrogiacomi: Credo che sia fisiologico e abbastanza naturale per tutti, ma c’è sempre qualcosa che rileggi e ti vergogni come un cane di aver scritto. Per quel che mi riguarda è una vecchia canzone: ’na roba terribile e melensa. Per me si dovrebbe vergognare il Ghelli, ma non per quello che scrive e perché è “roscio”, ma per le barzellette che ogni tanto propina a microfono acceso durante i reading. Comunque sappi che ti vergognerai quando rileggerai queste tue domande, e io ne avrò sempre una copia…

Condizioni d’uso – ibrido_xN

ARTISTA:

Ibrido_xN

COMPONENTI:

Germano “J” Tasselli: voci, campionatori, chitarre

Andrea Lucidi: basso, synth bass, chitarre acustiche

Carlo Schiaroli: batteria, campionatori

TITOLO DEL DISCO: Policarbonato trasparente

TRACKLIST:

1. Io non voto
2. L’odio
3. L’allergico
4. Tutta colpa della regina
5. Nel buio
6. Ibrido

CANZONE MIGLIORE: Nel buio

Tra emo-zioni ormai perse, emo-rragie di suoni plastificati, io voto gli Ibrido x_N.
Ogni atomo di questo EP risplende, inebria, fino a divenire un prezioso brivido, quello che sempre più raramente si impossessa delle mie viscere quando ascolto musica.

La rabbiosa ironia di Io non voto è il manifesto di chi si ritrova a doversi tristemente arrendere davanti alla “prostituzione” della politica italiana, di un paese che depone il suo stivale per incappucciarsi, rosso, ma solo di vergogna.

E’ inquietante constatare che band come gli Ibrido_xN debbano ancora lottare per organizzare serate nei locali romani, tra un “quanta gente portate?” ed un “vi va bene come rimborso una cena ed una consumazione?”.

Non molto tempo fa mi è stato fatto notare che anche nel mondo “underground” troppa gente suona per vivere e non vive per suonare: io ribatto dicendo che all’estero i musicisti vengono finanziati, aiutati, perchè l’arte è considerata un bene culturale, probabilmente il modo più genuino per elevare lo sviluppo della razza umana.

Ed io, ogni volta che ascolto Policarbonato trasparente, mi rendo conto che la bellezza risiede nella semplicità, nella frenesia delle passioni, nei dolci risvegli, quando rapiti, legati, drogati ed ubriachi, apriamo gli occhi ed una luce confortante si accuccia accanto a noi, cullandoci “Nel buio”.

SITO UFFICIALE: www.ibridoxn.com
MYSPACE: www.myspace.com/ibridoxn

Ilenia Volpe

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