Non ci incontreremo mai

di Veronica Tomassini

Mary guidava un’alfa 33. Aveva tagliato i capelli perché le cadevano a causa dell’eroina. In piazza le davano certi nomi che non sto qui a ripetere. Massimo comprava il fumo nelle case del civico 203. La roba la trovava ai portici, uno scambio di mani, la stagnola che scivolava da un palmo all’altro. Sai quanto era bella Mary, quando indossava la gonna stretta ai fianchi e stringeva il culo piatto. Romina annuiva, Mary è bella, peccato che si buca, poi dice che vuole buttarsi sotto al treno e non lo fa mai. Il treno correva veloce veloce, e quando si bucavano assieme Mary e Massimo la calma sovrastava persino il frastuono e loro immaginavano di amarsi come due ragazzi normali, due liceali. Leggi il resto dell’articolo