Il turbante rosso

di Ennio Canallegri

L’altra notte ho sognato che io e il mio amico William Kessel Pacinotti ci incontravamo a Kensington Park. Avevamo tutti e due i capelli rossi ma eravamo proprio noi. Ci incrociavamo per puro caso, anche se io subito gli consegnavo una busta sigillata con la ceralacca e il timbro postale del mese prima, con dentro un foglio con in calce la mia firma autenticata da Guido Pancaldi in cui prevedevo con estrema esattezza l’ora e il luogo dell’incontro, gli abiti che avremmo indossato e soprattutto la cosa dei capelli rossi (nda, con questo coup de theatre mi portavo definitivamente a casa il primo premio della gara di telepatia di quell’anno). Will prendeva la cosa con filosofia e precisamente con filosofia razionalista, perché riconosceva finalmente di aver sempre sbagliato l’approccio, che l’empirismo era una boiata e che la conoscenza umana non deriva dall’esperienza.
Guardandoci attorno notavamo che anche il giardino dava da pensare: nel laghetto nuotava un Leggi il resto dell’articolo

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#7Sette: Thug

thug
di Ennio Canallegri William Kessel Pacinotti

1. Thug: Rumal

Oltre alle proprietà miorilassanti, la tizanidina esercita anche
un moderato effetto analgesico centrale.
(Sirdalud)

Al sorgere della tredicesima luna dopo l’eclisse, pensò che la profezia non si sarebbe mai più avverata; sollevato deviò dal sentiero passando per la boscaglia. Il cielo, notturno e profondo, insieme alla verticalità della foresta impedivano la vista, ma il passo era comunque veloce e audace. Ogni uomo del delta impara dai propri morti e dai propri sogni a temere di notte la foresta e il sonno nascosto del cobra, ma non lui e non per questa volta. Il peggio era passato. Invincibile con quella luna ormai alta sulla sua testa poteva tornare dalle sue donne.
Appena entrato in casa, una capanna di giunchi tenuti insieme da fibre di canapa cementate dal fango del sacro fiume, Behram scansò di un soffio il lume che pendeva basso dal soffitto. La fiamma ondeggiò insieme alla corda, in una specie di saluto beffardo che gli si piantò con dolore all’altezza del collo. Con i muscoli dolenti guardò verso l’alto, giusto in tempo per comprendere il senso della profezia.
“Il tetto” si disse a mezza voce. Leggi il resto dell’articolo

The original chinese conjurer

di William Kessel Pacinotti

chung ling soo«Mi chiamo William Ellsworth Robinson non parlo più nella mia lingua da anni non sono neppure sicuro di chiamarmi con questo nome, il mio interprete con i giornalisti parla di me come Mr Chung-Ling-Soo. Un uomo, tale Foo mi ha sfidato dicendo che gli avevo rubato il nome e che io ero lui, ma come si può rubare un nome? Puoi rubare un cavallo, una mela, puoi truccare le carte o far sparire un proiettile, ma come si fa a rubare un nome? Un nome non significa nulla. Sono stato sfidato per un nome e ho vinto, ho vinto quel nome. Ora mi chiamo Chung-Ling-Soo, io fermo le pallottole. Mago venuto dalla Cina qui in europa, ogni sera sul palco vengo condannato a morte dai boxer che mi hanno seguito fino qui, in silenzio ascolto la condanna, li guardo spianare le pistole, non una parola mentre fanno fuoco. Ogni sera restituisco le pallottole a chi tra il pubblico ha siglato i colpi. Parti di me sono andate perdute in ogni spettacolo. Una lenta spoliazione, per fortuna dimentico velocemente e con la stessa velocità le sostituisco con delle nuove. I giornalisti mi chiedono della mia vita in Cina, dei miei presunti debiti, dove sia mia moglie. Io non lo so, l’ho dimenticato, l’ultima volta che l’ho vista era con me al ristorante e un gesto delle mani di un uomo, un commensale, mi colpì. Conosco i movimenti delle mani, ogni dito, le tensioni dei nervi, i cambiamenti nel colore della pelle sono sillabe compongono frasi formulando parole: guardami io ti desidero. Non sono riuscito a fermare quel colpo. Eppure io sono un mago, un mago cinese.

Distesa accanto a me l’ho sentita respirare, la guardavo attentamente mentre lei distante sognava. Da mago ho cercato di riportarla indietro. L’ho fatto tante volte, eseguo i gesti con calma mentre ciò che rimane della nostra casa il letto, i vestiti, gli specchi mi guarda trattenendo il respiro. Sento i pensieri di quel pubblico: questa volta non ce la fa. Non una parola, mentre attraverso i suoi occhi guardo ciò che lei vede. Un estraneo. Quale è il nome per un estraneo? Da mago posso dire che lei, le sue parole, gli occhi, il corpo che tradisce non sono completamente qui. Nessuna magia è perfetta, il numero perfetto non è l’assistente che viene ricomposto, il coniglio fuori da cilindro, la pallottola fermata. Il numero perfetto è quello dove il mago muore. Mi chiamo William Ellsworth Robinson e sto per uccidere Chung-Ling-Soo.» Leggi il resto dell’articolo

I capolavori ritrovati della poesia – Arno Veerhof

capolavori ritrovatiUn’operazione di salvataggio a cura di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

FORSE SEI L’AMORE (Arno Veerhof, Kimberley 1880 – Durban 1943)

Forse/Sei l’amore

La poesia è dappertutto.
Come l’orgasmo multiplo non va cercata con inutile affanno, iperboliche posizioni e fastidiosi sh’kamizzi. Sarà Lei a trovarci, per caso o per finzione. È negli specchi, nei parchi assolati durante le domeniche annoiate, nel “dai e dai” delle puttane. E anche nei palazzi della finanza. Però dalla Finanza noi siamo tagliati fuori, e così è della Guardia di Finanza che stiamo parlando. Insomma di finanzieri con la effe e la zeta minuscole. Ma per loro l’operazione “Agonia” è stata semplicemente una missione da mettere all’occhiello e si sono accontentati di scoprire che anche la Perugina è la solita matrioska e che una parte rilevante dei guadagni derivanti dal reparto “Baci” sono sempre stati versati in favore di una società off shore, la Up-Art-Aid inc ®, che fa a capo a un italiano, manco a dirlo cantante.
A noi no, non è bastato. I viaggi veri non hanno una tappa sola. Leggi il resto dell’articolo

Il Piccolo Teatro dell’Aldilà – Il Principe e i Re

binladen

di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

2 maggio 2011

Guardando dal finestrino vide la casa rimpicciolirsi e il fumo diradarsi; poi fu solo ronzio di rotori e cielo a perdita d’occhio. Il respiro che gli si tagliava in gola, il freddo che scivolava nella cabina e l’azzurro che virava sul blu gli diedero la netta impressione che il chinook non smettesse di puntare verso l’alto. Quando l’elicottero atterrò nella nebbia, i due uomini in mimetica che gli sedevano davanti si alzarono e con gentilezza lo accompagnarono al portellone. Fece appena in tempo a leggerne i nomi e i gradi sulle targhette. – Quindi? – disse, rivolgendosi loro. Il sergente Munkar e il maggiore Nakīr annuirono all’unisono, e scandendo lentamente le parole con un gesto, gli mostrarono Leggi il resto dell’articolo

I capolavori ritrovati della poesia – Jean Pierre Foulardin

Un’operazione di salvataggio a cura di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

LA VENDETTA DEL FIUME

Il sole si adagia
sull’ansa del fiume
livido
nell’alba sanguigna
La pelle della terra
non più erba
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I capolavori ritrovati della poesia – Suor Concetta Lovreglio

Un’operazione di salvataggio a cura di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

VSIAUN XXXVIII (versione originale)

Madau, Madau,
d’ praimavair, d’ saugn e d’ nautt
[Madau]
nun g’ n’ staunn chiau.
Ha stat’ u vaint
ca m’ha agitait taint?
O invaic’ iè Craist
ca ma vaul accaint?
Iè com’ a caidda caus strain
ca saugn’ semb’ la mattain
ca fasc’ tailt e iè la fain

VISIONE XXXVIII (traduzione prima di Onofrio Palese)

O Vergine Maria, Maria
è la mia ultima primavera Leggi il resto dell’articolo