Montecitorio Wrestling Federation

di Matteo Pascoletti

Niente, è un pezzo molto tecnico in cui parlo di politica e wrestling, cercando una sintesi che giustifichi il “Niente” a inizio periodo.
Che poi non va di moda mescolare politica e tecnica, perché m’insegnano essere una contraddizione in termini. Mi insegnano che se è tecnico non è politico, che oggi in Italia il governo tecnico è arrivato perché la politica in Italia ha fallito. Mi insegnano che il governo tecnico ha avuto il voto dei politici che hanno fallito, votati dai cittadini non votati da nessuno e quindi pure un po’ presuntuosi. Chi li manda questi cittadini elettori non eletti eh? Per colpa loro abbiamo un governo tecnico che proviene da nessuno e da una manica di falliti.

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VERNISSAGE

Quello che segue è il quarto racconto (qua il terzo) ispirato ai disegni di Lucamaleonte e scritti appositamente per la serata di letture tenutasi al Laszlo Biro il 5 maggio.

Vernissage

di Simone Ghelli

Ero stato entusiasta quando ce lo chiese: di scrivere dei testi per i suoi disegni.

Gli altri un po’ meno, a dire il vero; per via degli impegni, ufficialmente.

Gianluca faceva così da un po’ di tempo, non era una novità; eppure notai che distoglieva subito lo sguardo.

«Belli, pure troppo,» disse Angelo.

Non era l’aggettivo giusto: paurosi, avrei detto; soprattutto quello della donna-medusa, con le escrescenze che facevano della faccia una selva di serpenti (o di dita con la bocca; il che m’inquietava oltremodo). Le deturpazioni del volto erano una costante dei disegni; facce che davano vita a forme animate: protuberanze più o meno riconoscibili, oppure una vera e propria rimozione – come la testa risucchiata dalla bomboletta di spray, o le matite conficcate negli occhi (che, neanche tanto tra parentesi, lessi come manifesto d’intenti).

«Ma l’artista dov’è, adesso?» chiese Luca.

Andrea fece un gesto vago:

«Non so neanche come sia fatto,» spiegò, «abbiamo trovato il pacco dentro la cassetta delle lettere…»

«Il pacco?!»

Angelo non aveva capito il nesso.

«Sì, dove stavano le tavole che abbiamo esposto,» precisò il proprietario della galleria. Leggi il resto dell’articolo