Per oggi si può respirare

di Carmen Vella

Dopo quello che è successo, non mi va di andare di là a vedere la tele con la mamma e il papà. Voglio starmene un po’ qui a ripensare alla giornata e fare un riassunto sul diario. Tanto oggi c’è ancora la fiction. E quelli vestiti coi pizzi e le gonne fino ai piedi come nell’antichità non si possono guardare.
La mamma ha insistito, si vedeva che mi voleva con loro. Mi ha detto che potevo tenere il telecomando e scegliere io. Ma stasera non c’è verso, le ho promesso che la tele la vediamo insieme domani, che è meglio ancora perché c’è X-Factor e facciamo le scommesse su chi mandano a casa (e c’azzecco quasi sempre io).
Così sono già sotto il piumone con la penna in mano. C’è un buon profumo di marsiglia perché ho preso il pigiama pulito dallo stendino, così la mamma non lo deve neanche stirare. Ho acceso la radio con il volume basso, almeno c’è un po’ di sottofondo e mi sembra di notare meno il silenzio al piano di sopra.
Il cell è spento, per oggi voglio dimenticarmi che esiste.
Apro il lucchetto e sfoglio veloce le pagine già scritte. Devo cercare di non calcare troppo con la punta della penna, se no finisce che ci faccio un buco. La carta è tutta ondulata, però mi piace passarci il dito sopra e sentire le parole in rilievo.
Poi trovo la prima pagina bianca e inizio.

Caro diario,
scusa se in questi giorni non ti ho scritto ma avevo l’interrogazione di italiano e dovevo studiare un capitolo nuovo più tre vecchi perché la prof ci aveva detto che li chiedeva (anche se alla fine ha fatto domande solo su quello nuovo, che stronza! Se lo sapevo, almeno ieri andavo da mia cugina che mi aveva invitato a giocare alla Wii).
Ti scrivo perché oggi è successa una cosa che ti devo assolutamente raccontare. Una cosa brutta, anzi bruttissima, che riguarda Leggi il resto dell’articolo

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