Tre poesie di Emanuele Perrone

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La strada per le gemme di Giada

Qualcuno ha detto che la terra non gira quando smetti di guardarla.

Qualcun’altro, distribuisce volantini, sopra ai quali non è scritto niente.

Due uomini si baciano e con lo sguardo sono attenti a che non passi nessuno
vicino al loro fuoco, perché potrebbe spegnerlo.

Di chi è la voce che vieta alla neve di cadere dove c’è il sole?

Dov’è il proprietario del grande giardino dei mirtilli?

L’abbiamo sempre cercato insieme,
Nuvole di crema soffici che lasciano aperti tutti i cancelli
e camminate vere, respiri all’aria aperta.

Le strade della possibilità, sono come traiettorie d’acqua
che escono dalla fontana di trevi.

C’è sempre un altro viso dopo.

Un cuore caldo e rosso,
che si addormenta e respira
è come i confini di un universo,
è senza alcuna età.

.

Kaisuke del controllo delle cose e il mondo nuovo

Quando arriverai Kaisuke,
cerca il cuore che è in ognuno di noi.

Quando sei sola e fuori è tempesta,
capisci che la notte non è buia per tutti
né i fiumi portano sempre speranza
ma non hai paura!

Brilla un cristallo dentro,
riflette la luce degli altri.

Nell’attimo che hai
il sole non tramonta.

.

Sinestesia delle strade, dei giorni

Il sole che sorge sullo specchio
mi scorre nelle vene
e sfida sempre il mio nome a seguirlo.
È come voler guardare un grande lago immenso al mattino presto
ma sentirlo tirarti il cuore
e chiamarlo con sè verso il centro.

Come due ombre che si fondono, si confondono
in silenzio,
reale e antico come un gattino che gioca
con un filo o un granchio che risale la sabbia.
Lì,
dove tutti i sentieri convergono
e il tempo si annulla,
si ferma, mentre fuori comincia a nevicare,
inizi.

Una rondine dice:
non c’è sale nei ruscelli.

Ma Cazzo!

È già l’alba e io non voglio
ancora tornare a casa.

.

.

Perrone Emanuele 27 anni italo palestinese psicologo, clinico studente di medicina e chirurgia, ha pubblicato poesie su varie riviste. “Nelle mie intenzioni – dice Emanuele – questa è poesia popolare, storie di vita, di traumi e dissociazioni poste su uno sfondo in cui sfumano realtà e fantasia; i paesaggi e le immagini descritte rappresentano sempre lo sguardo soggettivo sulle cose il percorso e la strada. Il mio obiettivo è la costruzione di un paesaggio narrativo in cui il soggettivo e la solidità del mondo siano fuse l’un l’altro e in cui i confini tra se e mondo vengono persi e mescolati. Proprio come respirare,proprio come vivere. Fotografie sul tempo e sul presente contemporaneo in cui il passato e il futuro sono sempre presenti. La mia è poesia politica”.

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3 Responses to Tre poesie di Emanuele Perrone

  1. alessio says:

    belle mi sono piaciute proprio! complimenti…

  2. Elena says:

    Wow stupende !,,,,!!!!!!!!!!!!!!!ma chi sei?

  3. Carla says:

    Che fighe!!!!

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