R-estate con noi

Scrittori precari vi saluta dandovi appuntamento a settembre. Ci lasciamo alle spalle una nuova stagione positiva e, come abbiamo ribadito di recente anche al K.Lit a Thiene, non ci aspettavamo neanche, quando abbiamo iniziato, di percorrere tutta questa strada, di incontrare così tante persone ai nostri reading o di creare un seguito numeroso al blog tale da renderlo tra i più influenti della blogosfera italica. A dicembre saranno ben quattro anni da quella prima lettura in quel dell’Alphaville, al Pigneto. Accadde che avevano proposto a Simone di organizzare una serata di reading; si decise di chiamarla “Scrittori precari” Leggi il resto dell’articolo

Tulip: una ricetta per l’estate

Quest’estate vogliamo fare qualcosa di speciale: vi regaliamo una ricetta leggera e gustosa con cui superare il caldo d’agosto, nell’attesa di ritornare su questi lidi ancor più in forma e combattivi.

L’idea, sudata e ragionata, è dello chef Andrea Coffami, che Simone Ghelli ha appositamente filmato nella sua cucina segreta, dove sperimenta piatti per palati sopraffini…

Senza parallelo – una recensione a Sforbiciate di Fabrizio Gabrielli

[I lettori più attenti senza dubbio ricorderanno Sforbiciate, la rubrica – nata sulle ceneri de Il mondiale dei palloni gonfiati – di Fabrizio Gabrielli, che ha accompagnato i lunedì di SP durante la stagione calcistica 2010/11. Da quella rubrica l’editore Piano B ne ha fatto un libro. Lo hanno letto per noi Matteo Salimbeni e Vanni Santoni]

“Le idee dei grandi uomini sono patrimonio dell’umanità; ognuno
di loro non possedette realmente che le proprie bizzarrie.”

M. Schwob

Si può scrivere di calcio partendo da un dato, una partita, un gesto tecnico e svilupparlo in modo epico (o di cronaca); oppure si può partire da un dato immaginario, metterci un pallone, due squadre, un fischio d’inizio e lavorarci intorno e giocarci. Nel primo caso il lettore esperto di calcio è chiamato a confrontarsi con la rielaborazione che l’autore fa di un dato condiviso, del quale conosce i protagonisti e sul quale magari si è già fatto un’idea. Nel secondo caso, il lettore può pure non saperne nulla di calcio, l’importante è credere a quello che ti dice l’autore. Arpino, col suo Azzurro tenebra, partì da un angolo di storia ben preciso: i mondiali del ’74, e ci tirò su un paesaggio stellare, fatto di eroi, scontri titanici, drammatiche rese e colpi bassi, profezie a bordo campo e inevitabili tragedie, epiteti, litanie, scongiuri e sbronze leggendarie. Soriano se lo costruiva quell’angolo. Con un po’ di polvere, delle erbacce, i mapuches, Togliatti, la Patagonia. Fatto il campo da gioco, si inventava una partita. E magari la faceva pure arbitrare al nipote di Butch Cassidy. Gabrielli fa ancora un’altra cosa. Il suo Sforbiciate (Piano B, 2012) Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 12

[Ricordiamo ai lettori che Confessioni qualunque, la rubrica curata dai ragazzi di In Abiti Succinti, è aperta a chi voglia scrivere una confessione. Fatelo anche voi! Svisceratevi! E poi inviate i vostri racconti.]

#12 – Nino

di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
I miei nonni erano fascisti, i miei genitori democristiani. Io faccio il pescatore e so che nessun partito ha mai moltiplicato il pesce.

Mio figlio questo deve ancora capirlo: vive a Roma, studia scienze politiche, non ha mai saputo nulla del mare; da piccolo gli veniva la nausea soltanto a stare al largo sul pedalò.

Frequentai le scuole a Praiano – elementari e medie – perché ad Arienzo le scuole non c’erano. Prendevamo la stessa corriera alle sette, io, Giggino, Daniele e Giulio, eravamo tutti e quattro di Arienzo, tutti e quattro figli di pescatori; ad Arienzo praticamente tutti gli uomini facevano i pescatori, tranne don Agostino e Pino, lu ricchione, che faceva il barbiere, che poi anche a quello – come diceva mio padre – ci piaceva comunque lu pesce. Alle medie ci siamo scelti un nome per il nostro gruppo: gli Scassacazz. L’ispirazione ce la diede il padre di Giggino: tornavamo dal cinema di Praiano, un sabato pomeriggio; viaggiavamo sulla sua Diana bianco panna – panna sporca – al cinema avevano dato Easy Rider. Leggi il resto dell’articolo

L’amore supera ogni ostacolo

Pubblichiamo un racconto inedito di Niccolò Agrimi, autore della raccolta Sgualciti dalla vita (Stilo Editrice, 2012), dove si narrano storie di anonimi, reietti, amanti delusi, vittime e carnefici con uno stile provocatorio e drammatico, che a tratti lambisce il grottesco.

Tu non leggerai mai questa lettera, ma la scrivo a te come a un destinatario di finzione cui si vuole confessare un segreto, il foglio è come uno specchio di carta a cui raccontarsi.
Ti ho amata. Da sempre. Da quando ti vidi annusare la frutta al mercato, da quando mi parlasti per la prima volta.
Ti ho amata guardandoti negli occhi senza parlare.
Ti ho amata quella notte in cui correvamo sotto la pioggia per non perdere il treno, e ogni mattina quando ti svegliavi calda di sogni e buio.
Ti ho amata quando mi accoglievi dentro di te e anche quando volevi solo essere abbracciata. E via via sempre più abbracciati, sempre meno dentro di te.
Ho continuato ad amarti anche quando tu non c’eri, quando eri con altre persone e io aspettavo pensando a te.
Ti ho amata quando ti ho vista dove non saresti dovuta essere, con chi non saresti dovuta essere. Leggi il resto dell’articolo

Let. In. 14

[Diventa anche tu uno scrittore inesistente su Scrittori precari: invia i tuoi Let. In., seguendo queste istruzioni, a carlo.sperduti84@gmail.com. I migliori saranno inseriti nelle prossime puntate della rubrica]

Let. In.
Antologia di Letteratura Inesistente a cura di Carlo Sperduti
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REVISIONISMO

Bruciamo l’Enrico Ottaro di Shakespeare

Dal nostro inviato a Londra

Recenti scavi effettuati nel sottosuolo di Southwark hanno portato alla luce un antico bauletto sigillato contenente autografi di W. Shakespeare di cui mai si era caldeggiata l’esistenza. Importante indizio che ne confermerebbe l’autenticità è che l’area in cui si è verificato il ritrovamento corrisponderebbe in tutto e per tutto a quella in cui si suppone sia stato edificato nel 1599 il famoso Globe Theatre, sede in cui agì la compagnia di Shakespeare e che l’amministrazione puritana demolì nel 1644.
Sulla prima pagina, che, come le rimanenti, pare scampata alle fiamme ma vistosamente bruciacchiata in vari punti, si legge che è ne «l’umana condizione» metter fuori «tenere foglie», che poi fioriscono in un «rigoglio di odori» e speranze per poi soccombere alla «gelata mortale», proprio quando «la sua grandezza sta per maturare». I critici hanno riconosciuto il passo: è nella scena II del III atto dell’Enrico Ottavo e questo è anche il tema principale di tutta l’opera, ma qui appare in apertura, come rimuginamento di un villano a spasso nell’orto tra le sue piante moribonde e a sovrastare la suddetta pagina troviamo il titolo La peregrina storia di Enricoottaro! Leggi il resto dell’articolo

Snoopy al parco

di Andrea Frau

Maurizio dormiva beato sulla solita panchina.
Un vecchio lercio e barbuto gli si avvicinò e cominciò a leccargli la faccia.
Maurizio aprì gli occhi come una bella addormentata baciata dal principe azzurro, ebbe un sussulto e cadde dalla panchina.
Si ricordò di trovarsi in un parco, non si era ancora abituato, ad ogni risveglio un rinnovato stupore.
Si accorse di essere senza scarpe.
Il vecchio era fuggito via con il sonno, il sapore e le scarpe di Maurizio.
Maurizio aveva una trentina d’anni e nonostante vestiti logori, barba e capelli lunghi conservava un aspetto borghesemente passabile.
C’era gente che per avere Leggi il resto dell’articolo