Una stagione importante

di Gianluca Liguori

Un espacio que nadie pensaba que una guerrilla pudiera
acudir a él, es la superautopista informativa, el Internet
Subcomandante Marcos

Amatissimi lettori, signori della giuria, se cercate un colpevole l’avete trovato. Mi assumo tutte le responsabilità per la morte di Scrittori precari. Se chiude l’esperienza di questo blog non è soltanto, come ha scritto ieri Simone, per la questione dei soldi. Secondo il mio punto di vista il lavoro culturale si deve intendere come una Rivoluzione permanente, una Resistenza spasmodica e senza tregua. E non esiste a mio avviso lavoro culturale senza militanza. Semplificare la chiusura del blog per una questione di soldi sarebbe a mio avviso riduttivo e sminuente, perlomeno per quanto riguarda il lavoro prodotto e il tempo dedicato a SP in questi anni. Chi mi conosce e chi ci segue sa che abbiamo operato mossi esclusivamente da un amore infinito per la lettura e la scrittura. Poi è chiaro, se Leggi il resto dell’articolo

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Ricordateci così*

imageedit_1_5308519616di Simone Ghelli

Devo ammettere che avevo cominciato scrivendo un post ragionato, dove cercavo di spiegare le motivazioni di questa decisione maturata negli ultimi mesi, ma poi mi sono detto che non andava, che Scrittori precari è sempre stata un’esperienza “di pancia” e che quello che dovevo scrivere non era un saggio o qualcosa del genere.
In fondo abbiamo deciso di metterci un punto per un semplice motivo, senza troppi giri di parole: siamo stanchi di fare gratuitamente del lavoro culturale. Leggi il resto dell’articolo

CONTRIBUTI D’AUTORE – Il trailer

Contributi d'autore

Contributi d’autore è un documento video realizzato da Scrittori in Causa e Scrittori precari durante l’edizione 2012 di Più Libri Più Liberi, fiera della piccola e media editoria di Roma. Il filmato consiste in una serie di interviste a editori presenti in fiera, e verte sulla discutibile prassi di molte case editrici di mettere il rischio imprenditoriale sulle spalle degli autori Leggi il resto dell’articolo

Il comunicato stampa urgente

Venerdì l’11 di ottobre (occasione del Torino una Sega 3) sacrificheremo i primogeniti a Baal

in fede,
Flora Wunderkammer, Johnny Internet, Alexis Colby, John Wayne Bobbit II, Matteo Rancid, Handsome Pete, Sarutobi Sasuke (also known as Ilona Sgruller), Ahmad Rawal, et al.

Aspettando il Flep! – intervista a Luca Moretti

In occasione della seconda edizione del Flep! – Festival delle Letterature Popolari, che si terrà, dal 19 al 22 settembre, nella suggestiva Aranciera Semenzaio di San Sisto, colgo l’occasione per fare una chiacchierata col mio amico Luca Moretti, scrittore e fondatore dei cugini di TerraNullius, realtà a cui sono legato da profondi rapporti ideologici e di stima e amicizia e di cui ho fatto parte per due anni e con cui ho condiviso la faticosa ma straordinaria avventura dello scorso anno.

Gianluca Liguori: Luca, si è ormai in dirittura d’arrivo: quali sono le novità di questa seconda edizione?

Luca Moretti: Nuovo è il luogo, dal Parco Meda, periferia contratta che per me era già “centro”, all’Aranciera Semenzaio di San Sisto, a Caracalla, lì dove si perpetua l’eterno ritorno della nostra città, della città dell’uomo, di Roma, lì dove è centro. Nuovi saranno gli autori, sempre legati alla nostra idea di letteratura, nuove le loro performance e i reading teatrali che si susseguiranno ogni giorno. Nuovo sarà il cibo, il vino, nuovi e a km zero grazie all’apporto insostituibile de Il Sorì, nota enoteca di San Lorenzo. Nuovi gli artisti di ipercontemporanea, la nostra galleria viaggiante. Nuove e curate nel minimo dettaglio le serate che seguiranno le presentazioni, dal tango al revival, al soul a Giuseppe Verdi.

GL: Quali sono le difficoltà principali che avete incontrato finora nell’organizzare queste due edizioni?

LM: Innanzitutto i soldi. I soldi sono una cosa brutta in generale. Per chi non ne ha a disposizione ma ha tante idee sono una cosa ancora più brutta. Per noi è stato uno stimolo a tenere duro, a tirare avanti con l’obiettivo di riuscire nell’intento anche senza finanziamenti o bandi di sorta. Il Flep!, è doveroso ricordarlo ogni volta, è un festival completamente autofinanziato dagli autori di TerraNullius, questa è la prima difficoltà e la prima fonte di motivazione. Il Flep! è costato e costa molto a ognuno di noi, in termini di tempo, affetti e salute, ma Leggi il resto dell’articolo

#TwitterEditoria: la ricerca AIE non è la prima in Italia #SalTo13

Twitter Ospitiamo oggi un articolo di Arturo Robertazzi, che vive e lavora a Berlino come chimico computazionale alla Freie Universität. È co-autore de La Lettura Digitale e il Web e autore di Zagreb, il romanzo d’esordio. Scrittore Computazionale è il suo blog.

L’associazione italiana editori, AIE, annuncia la pubblicazione di una ricerca sull’uso di Twitter (e di altri social media) da parte degli editori. La ricerca segue un’altra indagine – sempre proposta dall’AIE – sul ruolo dei blog letterari nella promozione e nelle vendite di un romanzo. Nel sito dell’AIE si annuncia l’uscita dell’indagine su Twitter come “la prima in Italia e tra i primi in Europa”. La ricerca arriva in un momento in cui è evidente l’esplosione dei blog e di Twitter; risulta necessaria, quindi, per comprendere le dinamiche che stanno cambiando il modo di azione degli editori sui social media. In questo articolo vorrei però segnalare che una ricerca su Twitter ed editoria è stata già pubblicata ben due anni fa. L’affermazione dell’AIE quindi non solo è imprecisa (per usare un eufemismo), ma rivela anche una scarsa attenzione a ciò che è stato prodotto in precedenza.

Due anni fa succede qualcosa di unico nel panorama editoriale italiano. Undici book blogger, ognuno con competenze specifiche, si uniscono in occasione di Librinnovando 2011 (conferenza sul futuro dell’editoria) e pubblicano un saggio che analizza l’evoluzione dell’editoria spinta dalla diffusione del digitale. Il saggio si intitola La Lettura Digitale e il Web ed è “uno dei primissimi tentativi di sistematizzare una serie di nodi problematici che la lettura digitale pone ai lettori, agli autori ed agli editori”. Nella prefazione al saggio, Luca Conti scrive:Gli autori di questo volume affrontano il tema della lettura digitale da diversi punti di vista, evidenziando questioni da affrontare e opportunità ancora da cogliere. Domande aperte, come quelle sul nuovo rapporto tra autori ed editori, tra chi si pubblica da solo a chi deve aggiornare i contratti sui diritti digitali. […] Un ecosistema in continuo mutamento, da seguire con attenzione e curiosità, soprattutto per gli effetti indiretti sul modo di conversare intorno al contenuto di un libro”. Leggi il resto dell’articolo

In territorio nemico

[Come tutti oramai sapete, è nelle librerie In territorio nemico (minimumfax), romanzo scritto da oltre cento autori col metodo SICScrittura Industriale Collettiva, ideato dagli amici Magini e Santoni e di cui vi abbiamo in precedenza già proposto, in versione editata e corretta, quattro dei sei racconti prodotti. In occasione dei festeggiamenti del 25 aprile ve ne proponiamo, consigliandone vivamente l’acquisto, un estratto. Per saperne di più vi invitiamo a leggere inoltre l’assaggio sul sito dell’editore e l’estratto uscito su Nazione Indiana. Infine sul sito della SIC trovate (in continuo aggiornamento) la rassegna stampa e il calendario appuntamenti. E se proprio non vi basta, c’è pure un’intervista ai SICsters fatta da WuMing2 su Giap. Detto questo, non ci resta che augurarvi, con questa lettura, uno splendido 25 aprile]

Dopo cena, gli anarchici si riunirono intorno a un falò. Si parlava di sabotare la ferrovia. I ragazzi puntavano su una mappa il «Ponte dei rumori», nei pressi di Noce, a nordovest sulla strada per Zeri. Si sganasciavano dalle risate a raccontare le superstizioni su quel precipizio, da cui si diceva venisse su nottetempo il frastuono delle catene del fantasma di un indemoniato, lanciato lì sotto nel Seicento. Le Apuane intorno erano punteggiate dai fuochi delle compagnie. Qualcuno si divertiva a dire che erano andade, le processioni di morti incappucciati delle leggende locali; si raccontavano storie e si discuteva il presente, accompagnati da filastrocche mezze fischiettate su mogli cornute e preti incontinenti. A tratti le voci si univano in una canzone:
«Siam pronti sul selciato d’ogni via… Spettri macabri del momento estremo… Con in bocca il nome santo di anarchia… Insorgeremo! Urla l’odio, la paura ed il dolore… Da mille e mille bocche ischeletrite… Ritorna col suo pianto redentore… La dinamite!»
Cantavano, stringevano e protendevano il pugno a rafforzare la parola finale di ogni strofa; il vento tirava verso ovest e le loro voci Leggi il resto dell’articolo