Maggio 45

[Chiudiamo per quest’anno, con il racconto che segue di Domenico Caringella, la trilogia sulla Resistenza iniziata il 24 con 17 marzo 1944 (Un anniversario dell’Unità d’Italia) di Luca Rinarelli e seguita il 25 aprile con l’estratto dal romanzo SIC In territorio nemico. Buona lettura.]

di Domenico Caringella

Maggio 45

The frontiers are my prison
Leonard Cohen, “The Partisan

Non avevamo mai fatto l’amore in un letto. Comodi. Al caldo. E negli ultimi quattro giorni, in attesa di tempi migliori, non avevamo fatto che questo. Nei fienili e sulla terra umida di muschio era stato diverso; era stato clandestino, e dolce.
Mi bruciavano le ginocchia, l’effetto dello sfregamento contro le lenzuola. Una lama splendente di mattina entrava dalla finestra semichiusa e tagliava il letto in due, in diagonale. Il fascio di luce illuminava le sue gambe belle e stanche, proseguiva sul mio petto e andava a morire in un angolo. Ci vuol poco ad abituarsi alla penombra e così mi accorsi quasi subito che di luce ce n’era abbastanza per esplorare con lo sguardo la stanza, il soffitto, la linea della sua schiena, i suoi capelli scuri e disordinati; il lupo sul collo, il tatuaggio gemello di quello che avevo io su un braccio, che ci aveva fatto il Francese una notte gelida di febbraio, sul Carso.
Ormai non me lo nascondevo più, di amarla, quella persona che mi dormiva accanto. Eravamo tornati nella nostra città adesso, finalmente. A Trieste. Non avevamo programmato nulla, non sapevamo come Leggi il resto dell’articolo

Piuttosto che morire m’ammazzo – intervista a Guido Catalano

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[Come anticipato venerdì, il nostro poeta Andrea Coffami intervista il poeta Guido Calatano a pochi giorni dall’uscita del suo ultimo libro, Piuttosto che morire m’ammazzo, di cui, se l’avete persa,  potete leggere l’anteprima. Per gli autografi, troverete Guido Catalano al salone del libro di Torino, presso lo stand di Miraggi edizioni.]

Intervista scomoda a Guido Catalano

di Andrea Coffami

AC: Guido Catalano. È nato prima il nome o prima il cognome? Cosa ricordi dei tuoi primissimi giorni di vita? E del tuo primo reading?
GC: Del mio primo reading non ricordo quasi nulla. Ero sbronzo duro. Ai tempi – una dozzina di anni fa – per combattere l’ansia da prestazione bevevo come un cammello. Immagino che la resa di quei reading non fosse un granché. Ora bevo ancora come un cammello ma reggo un casino. Appena nato ho avuto un’ernia. Non lo ricordo ma ho uno sbrego nell’inguine che me lo rammenta.
AC: Ti rendi conto che tu per lavoro principale hai davanti alla bocca un qualcosa di nero e duro. In cosa si differenzia da te Moana Pozzi, oltre alla barba e al fatto che lei Leggi il resto dell’articolo

Gianni il giaguaro – #fiabebrevichefinisconomalissimo

di Francesco Muzzopappa

Nel caldo deserto del Sahara viveva un giaguaro chiamato Gianni, proprio perché, guardandolo, aveva la tipica faccia da Gianni.
Un giorno il giaguaro stava facendo una delle sue camminate digestive.
Guardandosi attorno disse: “Però, qui oggi non c’è un’anima viva!”
Ma degli uomini appostati in gran segreto dissero: “Orpo, un giaguaro che parla!” Leggi il resto dell’articolo

Piuttosto che morire m’ammazzo – anteprima

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[Siamo lieti di ospitare ancora, dopo il lontano post dell’agosto 2009 su Poesia precaria e l’intervista di Alfonso Maria Petrosino di settembre 2010, il poeta professionista vivente Guido Catalano, in occasione dell’uscita della raccolta poetica Piuttosto che morire m’ammazzo, data alle stampe, come Ti amo ma posso spiegarti, da Miraggi edizioni. Qui di seguito una poesia dal volume. Inoltre, rinnoviamo l’appuntamento con Guido Catalano a lunedì prossimo 29 aprile, quando pubblicheremo un’intervista da non perdere a cura del nostro Andrea Coffami]

la fine arriverà come una pallonata negli occhiali scagliata da un bimbo obeso alle quindici circa di un pomeriggio assolato in un prato secco di periferia e

se vieni al mio funerale ti tengo un posto in prima fila
niente fiori per favore
i fiori lasciali morire dove amano fiorire
preferirei dei salatini
pizzette
dovresti riuscire a convincere quelli delle Pompe
a mettermeli in bara
e
niente lutto per cortesia
vestiti come più ti garba
colorata leggera
mostra le gambe
che le hai belle le gambe tu
e Leggi il resto dell’articolo

In territorio nemico

[Come tutti oramai sapete, è nelle librerie In territorio nemico (minimumfax), romanzo scritto da oltre cento autori col metodo SICScrittura Industriale Collettiva, ideato dagli amici Magini e Santoni e di cui vi abbiamo in precedenza già proposto, in versione editata e corretta, quattro dei sei racconti prodotti. In occasione dei festeggiamenti del 25 aprile ve ne proponiamo, consigliandone vivamente l’acquisto, un estratto. Per saperne di più vi invitiamo a leggere inoltre l’assaggio sul sito dell’editore e l’estratto uscito su Nazione Indiana. Infine sul sito della SIC trovate (in continuo aggiornamento) la rassegna stampa e il calendario appuntamenti. E se proprio non vi basta, c’è pure un’intervista ai SICsters fatta da WuMing2 su Giap. Detto questo, non ci resta che augurarvi, con questa lettura, uno splendido 25 aprile]

Dopo cena, gli anarchici si riunirono intorno a un falò. Si parlava di sabotare la ferrovia. I ragazzi puntavano su una mappa il «Ponte dei rumori», nei pressi di Noce, a nordovest sulla strada per Zeri. Si sganasciavano dalle risate a raccontare le superstizioni su quel precipizio, da cui si diceva venisse su nottetempo il frastuono delle catene del fantasma di un indemoniato, lanciato lì sotto nel Seicento. Le Apuane intorno erano punteggiate dai fuochi delle compagnie. Qualcuno si divertiva a dire che erano andade, le processioni di morti incappucciati delle leggende locali; si raccontavano storie e si discuteva il presente, accompagnati da filastrocche mezze fischiettate su mogli cornute e preti incontinenti. A tratti le voci si univano in una canzone:
«Siam pronti sul selciato d’ogni via… Spettri macabri del momento estremo… Con in bocca il nome santo di anarchia… Insorgeremo! Urla l’odio, la paura ed il dolore… Da mille e mille bocche ischeletrite… Ritorna col suo pianto redentore… La dinamite!»
Cantavano, stringevano e protendevano il pugno a rafforzare la parola finale di ogni strofa; il vento tirava verso ovest e le loro voci Leggi il resto dell’articolo

17 marzo 1944 (Un anniversario dell’Unità d’Italia)

In tema di Resistenza e Liberazione, vi proponiamo quest’oggi un racconto di Luca Rinarelli, mentre nella giornata di domani, 25 aprile, potrete leggere un estratto dal romanzo In territorio nemico, pubblicato recentemente da Minimum Fax.

17_03_44Scese le scale del condominio con le mani in tasca. Rapido, con la testa altrove. Al pianerottolo del secondo piano, urtò la signora Corio. Le due sporte di stoffa sporca, flosce a causa del razionamento, rotolarono verso il basso. Alberto si scusò, tentando di parare la salva di insulti in torinese stretto. La vecchia si chinò a raccogliere, illuminata dal cielo plumbeo che faceva capolino dalla finestra di uno dei balconcini razionalisti della scala.
Quando poggiò il piede sul marciapiede di via Pianfei, la maggior parte delle persiane delle Case Municipali erano chiuse. Qualche panno steso, due voci in qualche appartamento che stavano litigando. Il palazzo all’angolo con via Aquila era abbandonato. Come il giorno prima. Come ormai da un anno, sventrato dalle bombe. Leggi il resto dell’articolo

Monsieur Guillotin, je t’aime… moi non plus – #SurrealityShow

[Questa settima anticipiamo al martedì, per ovvie ragioni che capirete leggendo, il Surreality Show di Andrea Frau. Pertanto, l’appuntamento con i racconti di Torinounasega2 riprenderà, con un racconto di Elisa Ravasi e Alessandro Gori, tra due settimane, martedì 7 maggio. Domani infatti cominciamo i festeggiamenti per il 25 aprile con un racconto di Luca Rinarelli, mentre giovedì 25 vi offriremo un estratto da In territorio nemico, romanzo, pubblicato dai tipi di minimumfax, scritto da oltre cento autori col metodo SIC (Scrittura industriale collettiva), e il 30 aprile concludiamo (almeno per quest’anno) il ciclo sulla Resistenza con un racconto, Maggio 45, di Domenico Caringella. Insomma, avete come sempre numerose ragioni per seguire Scrittori precari. E diffonderne il verbo. Buone letture]

di Andrea Frau

In un convento di una località segreta si decide il prossimo Presidente.
Nell’edificio c’è ancora la polverosa scenografia di Todo Modo. Qui si sono ritirati i cittadini eletti del M5S, un’accurata selezione di politici caduti in disgrazia a causa della coca, dei trans e della lotta tra correnti e galantuomini in rehab che espiano il loro reato-peccato.

In un angolo Romano Prodi invoca il pimpante fantasma di Napolitano durante una seduta spiritica. “Rispondi Giorgio, sono Erre Prodi”. “Erre Prodi o Erre puntata Prodi?” domanda a trabocchetto lo spirito. “Erre Prodi!” assicura il Professore. “Bene, scusa, ma dovevo accertarmi che Leggi il resto dell’articolo