Mille e non bastano

E fanno mille; ché poi avrei voluto scriverci un racconto, perché mi sembrava la cosa più appropriata. Un racconto che parlava di me e di Liguori che andavamo a svegliare Piccolino di domenica mattina, e lui che s’incazzava perché era stanco per il lavoro, non come noi che continuavamo a farci le pippette coi libri. Un racconto che poi si andava insieme in cerca di Zabaglio che non rispondeva al cellulare e non lo trovavamo a casa, e Liguori che s’incazzava perché dovevamo preparare comunicati stampa e volantini per l’indomani, l’indomani che facevano mille come la famosa spedizione capitanata da Garibaldi. Leggi il resto dell’articolo

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Guida per riconoscere il tuo precariato

uomo cricetodi Matteo Pascoletti

Allora tu forse vuoi la storia genere Oh Come Mi Sento Vicino Al Protagonista E Alle Sue Sfighe Quotidiane Speriamo Che Alla Fine Ce La Faccia Perché È Un Tipo In Gamba Proprio Come Me, vuoi l’io narrante, l’io narrato e, per non annoiarti troppo, vuoi pure l’io copulante e la lei copulata. Vuoi il tizio che lavora al call center o il tutor in una scuola parificata, vuoi il procacciatore di contratti, lo schiavo Co-Co-Dè: lo vuoi vessato, sfruttato, disperato. Vuoi il mobbing, l’alienazione, vuoi il confine tra lucidità e follia farsi sottile e tagliente come lama di rasoio sporca. Vuoi che in mezzo a tutto questo sturm und crash sbuchi la provvidenziale dose di riscatto, vuoi il protagonista che trova l’aiuto insperato e dà fondo a ogni energia rimasta, vuoi che approdi al lieto fine contro ogni previsione, vuoi chiudere il libro pensando «oh, allora c’è speranza, lo sapevo, il mondo non è poi così brutto come sembra, stanotte posso dormire tranquillo».
Col cazzo. Leggi il resto dell’articolo

Open Cinema: di nuovo in strada

Ed eccoci qua, ché l’estate deve ancora finire e noi sfidiamo il caldo e torniamo per strada a raccontare storie.
L’occasione è Open CinemaEventi e mostre a Tor Pignattara, manifestazione che si terrà dal 26 Agosto al 4 Settembre nella suggestiva cornice dell’Area Verde di via Policastro 34, dove potrete assistere ogni sera a proiezioni di film e non solo: tutti i giorni lo spazio ospiterà anche presentazioni di opere letterarie, laboratori e workshop che coinvolgeranno sia i giovani sia i meno giovani residenti del quartiere.

L’appuntamento con Scrittori precari è per venerdì 31 agosto alle ore 19.30.

Tutte le proiezioni avranno inizio alle 21.00 circa.
Tutte le attività svolte all’interno dell’iniziativa, inclusi laboratori e proiezioni cinematografiche, sono a titolo gratuito.

Per informazioni:

redWaves

Via Luchino dal Verme, 67 – 00176 Roma
giusidesantis@yahoo.it redwaves12@gmail.com
320 9068985 348 1736780

Tulip: una ricetta per l’estate

Quest’estate vogliamo fare qualcosa di speciale: vi regaliamo una ricetta leggera e gustosa con cui superare il caldo d’agosto, nell’attesa di ritornare su questi lidi ancor più in forma e combattivi.

L’idea, sudata e ragionata, è dello chef Andrea Coffami, che Simone Ghelli ha appositamente filmato nella sua cucina segreta, dove sperimenta piatti per palati sopraffini…

SE CHI CI GOVERNA NON SA IMMAGINARE IL FUTURO, PROVEREMO A FARLO NOI

Siamo lavoratrici e lavoratori della conoscenza, dello spettacolo, della cultura e della comunicazione, della formazione e della ricerca, autonomi e precari del terziario avanzato. Lavoriamo con la partita IVA, i contratti di collaborazione, in regime di diritto d’autore, con le borse di studio, nelle forme della microimpresa e dell’economia collaborativa. Siamo cervelli in lotta, non in fuga, ovunque ci troviamo. Ci occupiamo di cura della persona, della tutela del patrimonio artistico. Ogni giorno produciamo beni comuni intangibili e necessari: intelligenza, relazioni, benessere sociale.
Siamo il grande assente nella discussione sulla riforma del mercato del lavoro, tutta concentrata sullo strumentale dibattito sull’articolo 18. Questa riforma sta facendo passare, in sordina, la decisione di aumentare l’aliquota previdenziale per le partite IVA di 6 punti, dal 27 al 33%. Una scelta gravissima, che inciderà sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla gestione separata INPS. Già dal prossimo settembre almeno un milione e trecentomila persone vedranno il proprio reddito nuovamente tagliato, senza alcuna speranza di percepire in futuro una pensione dignitosa. Leggi il resto dell’articolo

Lavorare, passeggiare, raccontare

Con la manifestazione del 9 aprile, che ha segnato un primo tentativo di unire in uno stesso corteo lavoratori (e non) accomunati dall’orizzonte della precarietà (anche se provenienti da contesti diversi),  è stata scattata la fotografia ancora parziale di una famiglia allargata, trasversale alle classi sociali e alle generazioni. Farsi vedere e raccontarsi, superare il senso di vergogna (magari per la differenza tra le aspettative e la realtà) e la paura del ricatto (sul luogo di lavoro), in una parola manifestarsi, rimane assolutamente necessario. Non basta infatti farlo una sola volta, ma deve essere pratica quotidiana e (possibilmente) condivisa. È questo il senso degli Stati Generali della Precarietà 3.0: tre giorni d’incontri che si terranno a Roma nel segno della condivisione di strumenti e strategie, dove «parlare dei nostri desideri, della libertà che vogliamo riprenderci, della forza che vogliamo far esplodere».

Simone Ghelli

Quello che segue è il programma dettagliato delle tre giornate:

Venerdi 15, @ LOA Acrobax [via della vasca navale,6]
dalle ore 19 accoglienza e concerto di Asian Dub Foundation

Sabato 16, @ GENERAZIONE_P RENDEZ-VOUS [via alberto da giussano, 59]:

dalle 21.00: serata di festeggiamento dei primi 6 mesi di occupazione di Generazione P – rendez vous
cena
+ proiezione della videoinchiesta sulla precarietà “Inpreca video”
+
proiezione del docufilmLampedusa next stopa cura di Insutv (presenti gli autori)
a seguire dj set

Domenica 17, @ Volturno [via Volturno, 37]:

9 Aprile, Stati Generali della Precarietà, Sciopero Generale. Prendiamo parola.

Abbiamo di fronte a noi un mese che ha tutte le potenzialità per essere qualcosa di lontano dagli stanchi rituali della mobilitazione che da anni hanno perso la capacità di incidere sulle contraddizioni della realtà politica e sociale italiana. Le date che si inanellano dal 9 aprile al 6 maggio possono diventare l’occasione per mettere a punto una “direzione culturale comune” attraverso cui interpretare le condizioni di vita e di lavoro in Italia e pensarne quindi la successiva trasformazione. Ma non solo. Dovremmo far nostra l’ambizione di libertà che si respira nel Mediterraneo, ritrovando la forza di credere che la Storia non la fanno solo gli eserciti e i capi di Stato. La contingenza storica che stiamo attraversando ci invita a sollevarci dal soporifero letto di piaceri immaginari che narcotizza le nostre vite, farla finita con la raccolta di testimonianze, e piuttosto scegliere la parte di chi lascia solo testimoni attorno a sé; invece di emozionarci esclusivamente per le piccole storie, non potremmo riscoprire la passione inattuale per la Storia?

La mobilitazione nazionale del 9 aprile, “Il nostro tempo è adesso”, gli Stati Generali della Precarietà, il 1 maggio e la May Day, hanno in comune la volontà di ordinarsi, per necessità, nel paradigma della “condizione precaria”. Leggi il resto dell’articolo