Fiori nella pattumiera

di Riccardo Fraddosio

Si può nascere nella Dopostoria, fra macerie di grandi imprese e narrazioni epiche. Ne sono prova le nostre esistenze. “Mostruoso è chi è nato dalle viscere di una donna morta” ha scritto Pasolini. Se è così siamo tutti mostri. Mostruosa è ogni cosa che ci circonda.

Percorro il corridoio d’asfalto di Corso Francia, mi infilo nelle arterie grasse della Roma bene. Al mio lato sfilano i cartelloni pubblicitari, i corpi delle modelle che l’uomo medio desidera e che non avrà mai. Le marche, i negozi, le macchine. I semafori si alternano fra rosso e verde. Tutto – mi dico – tutto è pattume.

Dall’Unità d’Italia a oggi il numero degli abitanti di Roma è cresciuto di quattordici volte. Ma questa città non è che uno sputo. Londra supera i sette milioni di abitanti. San Paolo ne ha più di undici. Eravamo altrove quando ci hanno murati vivi qui dentro. Abbiamo lasciato fuori il sogno. Leggi il resto dell’articolo

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Confessioni qualunque extended – 2

[Confessioni qualunque, la rubrica curata dai ragazzi di In Abiti Succinti, si apre anche ai lettori. Questa settimana un racconto di Arturo Dalì. Confessatevi anche voi! E poi inviateci i vostri racconti, le vostre confessioni più nascoste!]

extended #2
Peppino

di Arturo Dalì

Che resti tra noi.
Certe volte non ho scelta.

L’occasione spesso è un attimo, e se ti sfugge, addio. Non è che puoi stare a ragionarci, bisogna farsi trovare pronti. Stamattina ero al supermercato, un euro e trenta in tasca e fame e caldo e debolezza e ho pesato due susine e una banana mentre infilavo nella borsa due banane e una susina. Volevo rubare pure una birra, ma ho notato un tipo che mi seguiva; l’ho osservato meglio, sembrava mettere nel cestino prodotti a casaccio. Era vestito troppo bene, però; quelli della sicurezza non portano la giacca né la catena d’oro al collo, ma era meglio non rischiare e filare. Quello però mi a seguiva a distanza e mi fissava. Così, quando ho poggiato la frutta sul rullo, mentre ricontavo l’euro e trenta, mi si è accostato come per dirmi qualcosa all’orecchio, e vi giuro, allora ho pensato davvero che si trattasse di uno della sicurezza. Già immaginavo le solite rotture, paternali e minacce di quando ti beccano. E invece il tipo Leggi il resto dell’articolo

Voi, onesti farabutti

Esce a settembre, per la collana “molecole” di Caratterimobili, il nuovo romanzo di Simone Ghelli intitolato Voi, onesti farabutti, che è la storia di un dialogo incompiuto fra generazioni: quella che ha fatto la Resistenza e la generazione attuale, precaria, apparentemente condannata a dover assistere al crollo del proprio paese senza poter intervenire. Riportiamo qui l’incipit del racconto inedito Farabutto di uno scrittore, che verrà inviato in omaggio, sia in versione digitale che cartacea, ai lettori che prenoteranno in anticipo il libro. Qui trovate le informazioni su come fare.

E infatti sì, non è che potesse andare poi tanto diversamente: perché la scrittura arriva sempre dopo, dovevo saperlo che viene troppo in ritardo, e cinque anni non sono affatto pochi.
Tanto ha resistito, Nello; ed io lì con la penna sotto al naso, a riempir di baffi d’inchiostro dappertutto.
«Ma devo ripetertelo ancora?»
E io che insistevo, che bisognava risentire e analizzare quel passaggio: «Avanti, daccapo!» Leggi il resto dell’articolo

Let. In. 10

[Diventa anche tu uno scrittore inesistente su Scrittori precari: invia i tuoi Let. In., seguendo queste istruzioni, a carlo.sperduti84@gmail.com. I migliori saranno inseriti nelle prossime puntate della rubrica]

Let. In.
Antologia di Letteratura Inesistente a cura di Carlo Sperduti
(#1 – #2 – #3 – #4 – #5 – #6 – 7# – 8# – #9)

 

DEL CIBO

Il biscotto dimezzato
di Italo Colvino

Due fratelli gemelli si contendono l’ultimo Plasmon della confezione da 750gm. Dramma psicologico dalle tinte forti per l’ultimo capolavoro di Italo Colvino.

Angelo Zabaglio a.k.a. Andrea Coffami

Il dessert dei tartari
(Ed. L’Assaggiatore)

Ricettario basato sulla gastronomia militare. In questo testo sono documentate le ricette in uso presso le guarnigioni di frontiera che, durante i lunghi e tediosi turni di vigilanza, sperimentavano piatti che univano ricette tradizionali ed elementi delle varie cucine locali. Per i primi piatti è possibile trovare ricette interessantissime, come “spaghetti alle mongole”, come il “cous cous della val brembana” o come gli “gnocchetti al ragù di gnu”.
Per i secondi gli autori consigliano ricette come “Stinco di zebra al nero di seppia” o come il “brasato di ornitorinco alla birra” o Leggi il resto dell’articolo

Songster, cosmografia di un vagabondo

Riportiamo un breve estratto del romanzo Songster, cosmografia di un vagabondo (Controluce, 2012) di Alessandro Angeli, un racconto sulla condizione degli afroamericani, le radici della musica nera e l’importanza di una tradizione orale che si contrappone all’avvento della modernità.

Dicono che si inizi a morire quando non si prova più gusto a vivere e solo l’abitudine continua a farci andare avanti, per Ruth era invece tutto il contrario, lei nonostante vedesse solo buio e morte intorno, voleva vivere eccome. Dell’adolescente timida e insicura non c’era più traccia, adesso Ruth era una donna che non temeva più niente. Con tutta probabilità fu proprio la sua condizione di madre a darle quell’incredibile forza.
Più volte prima di partire alla ricerca di Abel mi chiese se sapessi dove era diretto, mi scongiurò di darle anche  solo il minimo indizio e quando le confidai che non ne avevo la più pallida idea lei non batté ciglio. Insistetti perché si fermasse qualche altro giorno, era molto stanca e nello stato in cui si trovava aveva bisogno di riposo, le dissi che una volta ristabilitasi avremmo cercato Abel insieme, ma lei non mi stette a sentire. Leggi il resto dell’articolo

Biglietto, prego

Tre racconti di Gianluca Liguori, Simone Ghelli e Luca Piccolino all’interno dell’antologia Biglietto, prego, a cura di Alex Pietrogiacomi, con introduzione di Filippo Tuena, postfazione di John Vignola e fotografie di Gianluca Giannone, dal 5 luglio in tutte le librerie per i tipi di Zero91.

21 scrittori italiani, sempre in bilico su una strada incapace di essere definita per colpa di un quotidiano pieno di trappole e sorprese, raccontano la vita dei pendolari, dei precari, dei viaggiatori forzati, attraverso i propri occhi e quelli di un fotografo, creando percorsi alternativi, tracciati da chi non vuole nascondersi tra i binari imposti dall’esigenza né tantomeno arrendersi a una società menefreghista.
Racconti brevi, capaci di essere compagni di percorso per una o più fermate oppure per tutto il tragitto desiderato, che hanno per protagonisti i pensieri, i sogni e i volti di chi abitualmente timbra il suo biglietto per la propria esistenza non rassegnandosi all’idea di essere uno sconosciuto da incontrare puntualmente a una fermata.
Un viaggio solitario o in gruppo, che comincia voltando pagina, da uno scorcio di irrealtà che ogni giorno chiamiamo vita.
Tra gli autori, oltre ai tre “Scrittori precari”, tante firme che hanno animato il nostro blog in tutti questi anni: Gianluca Liguori, Simone Ghelli, Luca Piccolino, Alex Pietrogiacomi, Fabrizio Gabrielli, Massimiliano e Pier Paolo Di Mino, Roberto Mandracchia, Iacopo Barison, Alessandro Hellmann, Gianfranco Franchi, Raffaella R. Ferré, Matteo Trevisani, Alessandro Raveggi, Lorenza Fruci, Matteo Bortolotti e Micol Beltramini, Francesca Bellino, Marilena Renda, Adriano Angelini, Alfredo Ronci e Ernest LeBeau.

Qui di seguito il booktrailer: Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque extended – 1

[Da oggi Confessioni qualunque, la rubrica curata dai ragazzi di In Abiti Succinti, si apre anche ai lettori. Si inizia con un racconto di Alessandro Boni. Confessatevi! E poi inviateci i vostri racconti!]

extended #1
Ariele

di Alessandro Boni

Che resti tra noi, Dio non esiste.
E non pensate che io abbia letto Nietzsche o robe del genere, la mia è un’affermazione presuntuosa dettata da una certa evidenza, diciamo matematica. Non mi riferisco nemmeno a cose lampanti, come ingiustizie insopportabili quali guerre, fame e violenze varie che, si dice, non sarebbero possibili se Dio ci fosse. Del resto i teologi per secoli ci hanno spiegato che il male nel mondo sostanzialmente è il frutto del libero arbitrio che Leggi il resto dell’articolo