Tre mucche al matrimonio – #fiabebrevichefinisconomalissimo

di Francesco Muzzopappa

Rodrigo e Calandra erano due giovani promessi sposi che si stavano per unire in matrimonio nella chiesetta di paese di New York City Boy.
Tutto era pronto, banchetto, sedie, tavoli, il banchetto, l’altare, la torta, trionfo di prosciutto in salsa di melone e salsa di prosciutto in profumo di cotone.
Tutto perfettamente pronto e apparecchiato come fosse un matrimonio splendido.
All’improvviso tre mucche, arrabbiate come tori, irruppero nella festa, infuriate poiché nessuno le aveva invitate Leggi il resto dell’articolo

Una voce collettiva sul sangue dei padri

di Riccardo Fraddosio

In territorio nemico (minimum fax, 2013), romanzo SIC, è il primo libro scritto a 230 mani. La vicenda (qui l’estratto pubblicato il 25 aprile, ndr) si regge su tre assi narrativi. Aldo Giavazzi, progettista di aeromobili, si imbosca e rimane chiuso in un solaio fino alla fine della guerra. Sua moglie Adele è costretta a una mutazione antropologica: da casalinga borghese diviene una rivoluzionaria temeraria. Comincia a lavorare in fabbrica, partecipa agli scioperi del 1943, entra nei GAP. Matteo Curti, fratello di Adele, sottufficiale di marina iniziato alla massoneria, si avvicina a un gruppo romano di GL. Dopo l’arrivo degli Alleati nella Capitale, risale l’Italia inseguendo i tedeschi in ritirata. Il pretesto è la ricerca della sorella. In realtà Matteo è mosso da un’indignazione profonda, che a poco a poco si trasforma in un disagio esistenziale da cui non si può tornare indietro. Combatte con gli anarchici a Carrara e poi con i comunisti a Monferrato. Viene recluso a San Vittore e condannato a morte, ma anche dopo la liberazione sente di voler continuare la lotta armata. Forse finirà in Spagna per prendere parte alla resistenza anti-franchista. Il finale su questo punto non è chiaro, resta aperto, si dona interamente al lettore e alle sue pretese etiche. Sullo sfondo un’Italia lacerata fra dialetti e credo politici diversi, fra antropologie variabili, tragedie, frustrazioni, prepotenze di ogni genere e atti eroici. Il fascismo per un ventennio ha tenuto insieme con la violenza una società disgregata. L’8 settembre del 1943 si sono squarciati i veli della Storia. Fra le macerie hanno preso Leggi il resto dell’articolo

Carcharodon – #gunstreet

di Domenico Caringella

Quando il tenente Woodehouse, per venire al dunque, scelse l’infelice metafora del gatto corredata dallo strascico inevitabile delle sette vite, perse l’ultima possibilità di entrare un giorno al mio posto nel grande ufficio candido come la neve all’ultimo piano. Mi limitai a posargli una mano sulla spalla e a fargliela pesare quanto bastava per suggerirgli di restare seduto, di tacere e spiegargli che aveva imboccato una strada senza ritorno.
Mentre mi alzavo, provai una fitta di delusione, non tanto per lui quanto per me; solo ora mi accorgevo che non aveva gambe abbastanza forti per camminare da solo. Né ali per volare. A me erano spuntate il giorno in cui a distanza di due sole ore avevo divorziato e avevano sparato al mio compagno di pattuglia, e ne ero uscito vivo, immacolato come un Leggi il resto dell’articolo

#TwitterEditoria: la ricerca AIE non è la prima in Italia #SalTo13

Twitter Ospitiamo oggi un articolo di Arturo Robertazzi, che vive e lavora a Berlino come chimico computazionale alla Freie Universität. È co-autore de La Lettura Digitale e il Web e autore di Zagreb, il romanzo d’esordio. Scrittore Computazionale è il suo blog.

L’associazione italiana editori, AIE, annuncia la pubblicazione di una ricerca sull’uso di Twitter (e di altri social media) da parte degli editori. La ricerca segue un’altra indagine – sempre proposta dall’AIE – sul ruolo dei blog letterari nella promozione e nelle vendite di un romanzo. Nel sito dell’AIE si annuncia l’uscita dell’indagine su Twitter come “la prima in Italia e tra i primi in Europa”. La ricerca arriva in un momento in cui è evidente l’esplosione dei blog e di Twitter; risulta necessaria, quindi, per comprendere le dinamiche che stanno cambiando il modo di azione degli editori sui social media. In questo articolo vorrei però segnalare che una ricerca su Twitter ed editoria è stata già pubblicata ben due anni fa. L’affermazione dell’AIE quindi non solo è imprecisa (per usare un eufemismo), ma rivela anche una scarsa attenzione a ciò che è stato prodotto in precedenza.

Due anni fa succede qualcosa di unico nel panorama editoriale italiano. Undici book blogger, ognuno con competenze specifiche, si uniscono in occasione di Librinnovando 2011 (conferenza sul futuro dell’editoria) e pubblicano un saggio che analizza l’evoluzione dell’editoria spinta dalla diffusione del digitale. Il saggio si intitola La Lettura Digitale e il Web ed è “uno dei primissimi tentativi di sistematizzare una serie di nodi problematici che la lettura digitale pone ai lettori, agli autori ed agli editori”. Nella prefazione al saggio, Luca Conti scrive:Gli autori di questo volume affrontano il tema della lettura digitale da diversi punti di vista, evidenziando questioni da affrontare e opportunità ancora da cogliere. Domande aperte, come quelle sul nuovo rapporto tra autori ed editori, tra chi si pubblica da solo a chi deve aggiornare i contratti sui diritti digitali. […] Un ecosistema in continuo mutamento, da seguire con attenzione e curiosità, soprattutto per gli effetti indiretti sul modo di conversare intorno al contenuto di un libro”. Leggi il resto dell’articolo

Il sostituto – #TUS2

buca sabbiaCari lettori precari, oggi siamo assai contenti di ospitare il testo che Luca Ricci ha letto al reading Torino Una Sega 2. Sì, Luca Ricci, l’autore di Mabel dice sì, di cui, sempre su questo blog, aveva scritto Vanni Santoni. Come da consuetudine, Luca al reading ha portato due testi: Il sostituto, pubblicato in Storie scellerate, a cura di Ettore Malacarne (Cabilaedizioni 2009), e La chioma di Guy de Maupassant. Guy non ci ha permesso di pubblicare il suo testo, quindi vi proponiamo Il sostituto.

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Dopo, mia moglie fece il giro delle stanze un po’ spaesata. La casa era piccola. Da un momento all’altro ero tornato come ai tempi dell’università.
- Posso rimanere a cena?
- Non so se è una buona idea…
- Mangiavamo insieme tutte le sere. Che cosa potrà mai succederci?
Non dissi niente. Non seppi stabilire se ne avessi davvero voglia. Come se non bastasse, il frigorifero era mezzo vuoto e non avevo piatti. Né posate né bicchieri né tovagliette di plastica. Non avevo avuto ancora tempo per quel genere di cose. Mia moglie rimase in attesa sulla sedia di cucina, con le gambe piegate vicino al petto.
- Magari ordiamo una pizza?
- Per me va bene.
- Da bere?
- Birra.
Tagliai le pizze con le forbici. Anche a mia moglie piaceva bere alla bottiglia e non la infastidì troppo l’assenza del bicchiere. La luce divenne turchese. Mi sembrò perfetta per quel momento. Poi non si riuscì più a distinguere niente, e allora andai ad accendere la luce. Parlammo poco. Più che altro, ci guardavamo. Mia moglie aveva un modo tutto suo di toccarsi i capelli. Si prendeva una ciocca e la faceva sparire dentro la mano chiusa a pugno. Io continuavo ad aspirare troppo le sigarette. Forse i gesti ci erano mancati più delle parole. Leggi il resto dell’articolo

Io sono leggenda

di Angelo Zabaglio e Andrea Coffami

Ieri sera mi sono rivisto il dvd “Io sono leggenda” con Will Smith, quell’attore/rapper nero di colore che faceva Willy il principe di Bel-Air e che ora fa i film seri patriottici di Dio e di Muccino.
Fatto è che la particolarità di questa pellicola, oltre al fatto che per tutto il film (o quasi) ci sta solo Will Smith e il cane e alla fine lui salva il mondo intero solo perché è Will Smih (la svolta vera sarebbe stata se il mondo l’avesse salvato il cane, ma i produttori americani possono avere tanti soldi ma le idee proprio lasciamo stare).

Dicevo: fatto è che la particolarità del film, oltre al fatto che ci stanno gli umani contagiati che di notte mangiano le persone (e la particolarità vera sarebbe stata se magari invece degli zombie contagiati dalla rabbia che mangiano le persone, tipo gli cresceva l’impulso sessuale, e allora tutti a scopare e il mondo sarebbe imploso in se stesso, figli su figli denutriti, parti su parti, un mondo pieno di neonati che piangono e alla fine in tutto il mondo intero si stava come nella metro nell’ora di punta, tutti stretti stretti attaccati. Tutto il tempo eh! Perché non ci stava più spazio. Tutti azzeccati che non Leggi il resto dell’articolo

Le tigri della malaria – #fiabebrevichefinisconomalissimo

di Francesco Muzzopappa

Tutte le grandi città ospitano almeno una volta nella loro vita un circo.
Ma non tutte hanno la fortuna di veder issare le tende del circo VIOLENTISSIMO, di Johnny e Ricky Violentissimo, due fratelli gemelli con tre anni di differenza Leggi il resto dell’articolo

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